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Sabalenka, la morte di Koltsov: "Trombosi o incidente nella notte"

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Non si scioglie il mistero sulla morte di Konstantin Yevgeniyevich Koltsov, bielorusso ex gloria dell'hockey su ghiaccio mondiale e oggi fidanzato di Aryna Sabalenka, anche lei bielorussa e campionessa di tennis, attualmente al numero due della classifica WTA e impegnata in questi giorni al Torneo di Miami. Proprio in Florida la 25enne è stata raggiunta dalla terribile notizia. Un lutto tremendo per tutto il mondo dello sport, accentuata dai contorni assolutamente poco definiti. 

Koltsov non era un atleta qualunque. Data la sua incredibile velocità sul ghiaccio e la sua eccellente visione di gioco, era stato ribattezzato Russian Rocket II, ovvero vice del mito russo Pavel Bure. Un soprannome che si porto' in dote anche quando sbarcò, nel 2002, nelle futuristiche arene della lega professionistica nordamericana, la mitica National Hockey League, la più bella e vincente espressione di uno sport amato e praticato dal dittatore di Minsk Alexander Lukashenko.

Kostya, com'era conosciuto nel mondo dell'hockey, 43 anni da compiere il prossimo 17 aprile, è morto "all'improvviso" nella notte italiana, nella tarda serata di ieri, proprio a Miami dov'era arrivato da pochi giorni per stare vicino alla Sabalenka. Circa le cause del decesso, alcuni sostengono si sia trattato di un incidente, altri di una trombosi. Assistente allenatore in Kontinental Hockey League (KHL) del Salavat Yulaev Ufa, dopo l'uscita di scena della squadra agli ottavi di finali contro Traktor Chelyabinsk il 10 marzo scorso, Konstantin era volato in Florida. Aryna a gennaio aveva vinto per la seconda volta consecutiva gli Australian Open ed pronta per giocare il Masters 1000 di Miami, torneo al quale sarà costretta a rinunciare.

 

 

 

Papà di tre figli avuti da un precedente matrimonio concluso nel 2020 con il divorzio, Kostya dal giugno del 2021 era ufficialmente legato alla campionessa della racchetta. Nel recente passato i due avevano visitato anche Roma. "E' con profonda tristezza che vi informiamo che Konstantin Koltsov è morto. Era una persona forte e allegra, era amato e rispettato da giocatori, colleghi e tifosi", si legge nel necrologio del Salavat Yulaev Ufa. Koltsov sul ghiaccio si faceva notare, le balaustre sapeva farle 'suonare' sin da quando da, ragazzino, indossava la maglia della squadra della sua città natale, lo Yunost Minsk. Nel 2002 il grande passo, in NHL approdato ai Pittsburgh Penguins giocando anche con i miti Mario Lemieux e Sidney Crosby. Dopo 230 partite tra NHL e American Hockey League, Koltsov nel 2006 ritornò in Europa, accasandosi nella squadra di Ufa. Conclusa la carriera sportiva con la Dinamo di Minsk il 27 novembre del 2016 dopo 18 stagioni, dall'anno successivo Konstantin Yevgeniyevich si ritrovò assistente in KHL sempre con la Dinamo. Dal 2021 il ritorno in Russia, prima nello Spartak Mosca e poi, richiamato dal suo vecchio primo amore e sempre con assistente allenatore, nella squadra di Ufa. Da questa stagione era stato promosso capo allenatore della nazionale bielorussa. Da giocatore Koltsov in partite ufficiali ha incontrato una sola volta l'Italia, nell'aprile del 1999 in Francia in occasione del Mondiale under 18 pool B (vittoria della Bielorussia per 5 a 1). 

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