Jannik Sinner e Fabio Fognini, "incredibile": Italia in lacrime

giovedì 10 luglio 2025
Jannik Sinner e Fabio Fognini, "incredibile": Italia in lacrime

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Mercoledì, una giornata ricca di emozioni e simboli forti per il tennis italiano sui campi sacri di Wimbledon. Il k.o. di Cobolli contro Djokovic, il successo di Sinner contro Shelton e, infine, il sofferto annuncio del ritiro dal tennis di Fabio Fognini.

A prendersi la scena sono stati tre protagonisti, ciascuno con un momento diverso della propria carriera, ma tutti accomunati dal tricolore e da una passione incrollabile per questo sport. L’ex numero 9 del mondo ha convocato una conferenza stampa straordinaria per dire ufficialmente addio al tennis professionistico: “È il momento giusto, lasciare Wimbledon dopo aver sfidato Alcaraz è il modo migliore per chiudere”, ha detto visibilmente emozionato. Tra i tanti omaggi ricevuti, anche quello di Sinner, che ha voluto salutare il collega con affetto: “Carriera incredibile Fabio. — le sue parole in una storia Instagram — Ti auguro il meglio per questo nuovo capitolo”.

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E ancora: ”È stata una bella corsa — le parole del tennista ligure — In venti anni dentro al circuito ho avuto la fortuna di giocare contro i più forti della storia, contro i due giocatori più forti della seconda storia. E poi giocare una partita così con Alcaraz, anch'io non me l'aspettavo. È stato tutto bello. Mi mancherà un po' la competizione, un po' meno la routine. Sono entrato in punta di piedi ed esco a testa alta con una sconfitta/vittoria sul Centrale di Wimbledon che per il Fabio Fognini ragazzino, ad Arma di Taggia, è una cosa bellissima”.

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Come consigli ai più giovani, Fognini ha parlato di “tanta dedizione e sacrificio, ma anche tanta pazienza — ha concluso in conferenza stampa — Arrivare a essere professionisti in qualsiasi sport non è facile. Per questa voglia e dedizione devo ringraziare chi ha creduto in me sin da subito. Tutti i maestri che mi hanno seguito da piccolino. Dicevo sempre le cose come stavano. Ho sbagliato, ma fa parte di un percorso molto lungo. Ci sono state più salite che discese. Ci sono degli obiettivi: a volte puoi raggiungerli, altre devi voltare pagina. Oggi sono qui per andare punto e a capo. Inizia una nuova vita fuori dal campo. Sono disposto a dare consigli a chi vorrà, ascoltando anche le cose brutte. Dire le cose come stanno porta a volte allo scontro, ma si esce più forti. Questo lo devo a mio padre, molto diretto e senza peli sulla lingua”.