"Fatti indipendenti dalla mia volontà". Benedetta Pilato, stella del nuoto italiano, commenta così l'incresciosa vicenda che l'ha coinvolta insieme alla compagna in azzurro Chiara Tarantino: la 20enne tarantina, bronzo solo poche settimane fa ai Mondiali di Singapore nei 50 metri rana (e oro iridato nei 100 rana nel 2022 a Budapest) e la collega e amica 22enne sono state fermate per furto sempre a Singapore, "di rientro a casa da una vacanza dopo i mondiali". Il tutto è accadutolo scorso 14 agosto all'aeroporto di Singapore.
"Grazie al tempestivo intervento della nostra ambasciata - ha fatto sapere la Farnesina -, le connazionali sono state prontamente rilasciate dopo qualche ora. Hanno poi alloggiato in hotel fino al loro rientro in Italia avvenuto il 20 agosto". Le telecamere avrebbero ripreso la Tarantino mentre inseriva oggetti presi in un negozio nella borsa di Benny Pilato.
La notizia in tarda mattinata ha ovviamente fatto il giro della Rete, destando scalpore nel mondo del nuoto azzurro. "Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona - sono le parole della Pilato, già finita al centro di una antipatica polemica con l'ex schermitrice Elisa Di Francisca che l'aveva criticata in diretta per aver espresso la propria felicità dopo il quarto posto nei 100 rana alle Olimpiadi di Parigi nel 2024.
Pilato e Tarantino fermate a Singapore e accusate di furto: interviene la Farnesina
Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, nuotatrici italiane di ritorno dai Mondiali di nuoto di Singapore, sono state prota..."Durante il mio rientro dall'Asia, a seguito della partecipazione ai Campionati Mondiali e di un breve soggiorno privato con altri miei compagni della nazionale di nuoto, mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore", è l'esordio del lungo post sui social di Benny. "In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano. Tengo a precisare che ho collaborato fin da subito con le autorità locali, con il pieno supporto dell'Ambasciata Italiana. La vicenda fortunatamente si è conclusa in poche ore, senza nessuna implicazione, grazie anche alla mia massima trasparenza nei confronti delle stesse autorità aeroportuali di Singapore".
"Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all'onestà personale. Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano. Adesso torno nuovamente a concentrarmi con serenità e maggior determinazione sul mio percorso sportivo. Ringrazio profondamente chi mi ha sostenuta con discrezione, senza giudizi gratuiti, e chi continua a credere in me".