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Inter-Napoli, Antonio Conte nei guai: chi perde a un passo dal big-match

di Claudio Savellidomenica 11 gennaio 2026
Inter-Napoli, Antonio Conte nei guai: chi perde a un passo dal big-match

3' di lettura

Inter e Napoli arrivano allo scontro diretto del Meazza (20.45, diretta Dazn) in uno stato di forma simile (il passo falso con il Verona non cancella la brillantezza dei partenopei nelle ultime settimane) ma con obiettivi divergenti. Il Napoli, per le condizioni in cui si presenta, privo di Neres oltre ai soliti noti, ha tutto da guadagnare: anche un punticino che lascerebbe invariata la situazione sarebbe oro colato per il morale. L’Inter, invece, assapora la sensazione della grande occasione: in un colpo solo può vendicare l’epilogo dello scorso anno, scrollarsi di dosso l’etichetta di squadra che fallisce i big match e affondare il primo strappo significativo nei confronti di una rivale.

Più che alla gara d’andata vinta 3-1 dal Napoli, i ricordi vanno al ritorno dell’anno scorso, a quel pareggio firmato Billing che fu la vera porta girevole della corsa scudetto. Conte lo ammise candidamente mesi dopo: rimanere a un punto dall’Inter in quella 27esima giornata fu la scintilla determinante per convincere i giocatori a correre fino alla fine.

Ed è quella la vera ferita dei nerazzurri, il vero rimpianto da redimere. Oggi come allora, il Napoli sta comodo nella posizione di “sfavorita” che può puntare al pareggio nella speranza che la foga della vendetta possa tradire l’Inter, un po’ come successo all’andata dopo l’episodio arbitrale avverso («Stiamo imparando a gestire le ingiustizie», fa però notare Chivu).

RIVALITÀ
È un esame scudetto anche se non viene raccontato come tale, anche perché Inter e Napoli sono rivali dirette piuttosto fresche: nella stagione dello scudetto di Spalletti, il Napoli fece corsa solitaria; negli ultimi due titoli dell’Inter, la rivale era il Milan.

Eppure, la classifica degli ultimi cinque anni non mente: l’Inter ha 373 punti, il Napoli segue a 342, staccando il Milan fermo a 333 (in 170 partite). Stasera si sfidano i padroni del lustro, non solo del momento, eppure l’atmosfera è ovattata anche per via del gioco del silenzio con cui ci si è avvicinati alla sfida.

Conte non ha parlato alla vigilia come ormai accade da ottobre. Dunque niente frecciate o polemiche strategiche. Qualche collega ha provato comunque a stuzzicare Chivu sull’argomento ma il tecnico nerazzurro ha risposto con il consueto stile: «Ho una grande stima di Conte. Da lui, noi giovani allenatori, possiamo solo imparare». Ma dove Conte avrebbe probabilmente usato la pretattica, descrivendo la partita come non decisiva, Chivu ha scelto la via della verità, approfittando della stabilità mentale raggiunta dalla sua Inter in questo periodo: «Questa gara può indirizzare il cammino. Noi possiamo andare a +7, loro a -1». Matematica, che torna a difesa del lavoro quando si parla dei difetti negli scontri diretti: «La realtà è che siamo primi in classifica, davanti a chi ci ha battuto e con più gol fatti», sottolinea Chivu.

La notizia che ha riempito il silenzio è l’assenza di Neres: la caviglia è ancora dolorante, il brasiliano è fuori dai giochi, e questo priva Conte della migliore freccia. Non esiste sostituto di Neres, dunque il tecnico disegna un 3-4-3 più difensivo con Di Lorenzo e Politano a fronteggiare la catena Dimarco-Bastoni-Zielinski, ex di turno in uno stato di forma smagliante, e con Spinazzola dietro a Elmas dall’altro lato. Lang vede la panchina, come a inizio stagione. L’Inter può contare sul nuovo undici-tipo che prevede Luis Henrique, lanciato da Chivu, Akanji al centro della difesa con Bisseck sulla destra e, naturalmente, Lautaro-Thuram. Le scelte di formazione suggeriscono l’atteggiamento delle due squadre: l’Inter scende in campo per vincere e scoperchiare lo status quo; il Napoli per non perdere e mantenere tutto com’è.