Lo strapotere di Jannik Sinner in campo viene da lontano: dall'allenamento, ovvio, quello fisico, quello tecnico e pure quello mentale. A rivelarlo è stato lo stesso altoatesino, numero 2 della classifica Atp, che al primo turno degli Australian Open ha battuto in scioltezza il francese Hugo Gaston: 6-2 6-1 il parziale prima del ritiro in lacrime del numero 93 al mondo, dopo 1 ora e 8 minuti di "mattanza".
Ora il fenomeno di San Candido se la vedrà con l'australiano James Duckworth, avversario ideale per procedere nella metamorfosi tattica iniziata durante la pausa natalizia con i coach Cahill e Vagnozzi: servizio più potente, palle corte, maggiore fantasia e varietà nei colpi perché "in campo bisogna divertirsi", ha spiegato l'altoatesino intervistato da Jim Courier dopo il match con Gaston.
Sinner agli Australian Open ci va vestito così: massacrato
Tutto bene in campo, un po' meno sui social. Jannik Sinner debutta agli Australian Open sul campo della Rod Laver di...Ai giornalisti ha poi spiegato l'importanza di aver staccato la spina, saltando anche le finali di Coppa Davis. "È stato un bel periodo, specialmente passare del tempo con la mia famiglia, con i miei amici, con i miei cari. È fantastico, specialmente… questi sono momenti che mi godo davvero perché, sai, siamo circondati da tante persone tutto il tempo, il che è grandioso, ma a volte è anche pesante. Quindi, sai, mi piace andare in un posto molto, molto tranquillo, che è quasi sempre la mia città natale. Passare il mio tempo con la mia famiglia lì. Fare un po' di vacanza. Ogni anno cambio un po'".
Sinner, contro Gaston il punto che rivela il "nuovo Jannik": è cambiato tutto
Buona la prima per Jannik Sinner all'Australian Open 2026. Il numero 2 del mondo e due volte campione in carica, ina...Oltre alla palestra e al campo, però, conta tantissimo anche la questione psicologica. In questo senso, Sinner da tempo lavora con il mental coach Riccardo Ceccarelli, capace di applicare il suo lavoro su autocontrollo e concentrazione anche con i piloti di Formula 1. "Siamo in contatto con lui, per cercare di capire e lavorare su un paio di cose - ha spiegato Jannik -. Ho il mio kit a casa con me. Quindi ogni volta che ho bisogno di lavorarci o sento di poterlo fare, lo uso. Va un po' a periodi, dipende anche da come mi sento e in che stato mentale mi trovo. Di sicuro c'è ancora margine di miglioramento, ma sono stato in contatto con lui costantemente ed è bello avere una persona stabile anche da questo punto di vista. Lui ora mi capisce anche un po' meglio. Col tempo ci capiamo meglio a vicenda. Capisco la sua etica del lavoro e cerchiamo di lavorarci su".




