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Milano-Cortina, "come la mamma di Sinner": uno sfogo da godere

di Lorenzo Pastugliamercoledì 11 febbraio 2026
Milano-Cortina, "come la mamma di Sinner": uno sfogo da godere

2' di lettura

L’abbraccio tra Stefania Constantini e sua madre Monica Dalus, dopo il bronzo nel doppio misto di curling insieme ad Amos Mosaner, è stato uno dei momenti più intensi della giornata. Non solo una medaglia, ma la liberazione dopo settimane emotivamente complesse.

In tribuna, la signora non ha mai smesso di sostenere la figlia, condividendone tensioni e responsabilità, soprattutto nei giorni segnati dall’esclusione di Angela Romei dal team femminile: "C'era tutta la soddisfazione per il superamento di una situazione molto pesante — ha raccontato al Corriere dello Sport — che si è vista nei primi giorni delle Olimpiadi, anche se lei è stata brava perché è riuscita ad andare oltre".

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Alla domanda se il riferimento fosse proprio all’esclusione della compagna, la risposta è netta: "Sì, esatto, Amos Mosaner forse era meno coinvolto, ma per lei è stata una catastrofe. Per Stefania è una grande amica, le ha dedicato la vittoria, emozionata, e forse con un pizzico di rabbia dopo aver vinto il bronzo". Un peso emotivo importante, perché Romei per Stefania è prima di tutto un’amica. E quella medaglia ha avuto anche il sapore di una dedica silenziosa. In tribuna, intanto, l’ansia si è fatta sentire. 

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Il paragone con la madre di Jannik Sinner viene quasi naturale: "Sì, anche io soffro tanto, le mie guance sono viola anche adesso (martedì pomeriggio, ndr) — racconta al Corriere dello Sport — Quando sei in tribuna vorresti entrare in campo e spingere queste stone, oppure vorresti fermarle, o vorresti solo abbracciarla, quindi sì, devo dire che è una sofferenza”. Ma a differenza di altre mamme celebri, Monica non lascia mai il suo posto: ”No, io non sono mai andata via durante una partita, sono sempre rimasta a guardare Stefania fino alla fine — aggiunge — anche se soffro sempre a vederla, anche in una gara di qualificazione".