Sotto il sole dell’Australia la Formula 1 si appresta ad alzare il sipario sul mondiale 2026. René Arnoux, 7 vittorie in 164 gran premi e un mondiale sfiorato nel 1983 con la Ferrari 126 C3, ha lasciato un’impronta nella storia del Cavallino Rampante. Ci dice la sua sul campionato al via domenica prossima e lo fa senza freni, come sempre.
Cosa pensa di questa F1 che va iniziare?
«Il peggio possibile. Non è più la mia Formula 1, la rivoluzione del regolamento ha partorito monoposto con le quali vincerà chi risparmia energia e non chi va più veloce. Il che è un paradosso, non esattamente in linea con la filosofia della Formula 1. Meglio il motomondiale dove si va come pazzi».
Michael Schumacher "non è più a letto": clamorose conferme
Michael Schumacher non sarebbe più allettato. Dopo più di tredici anni dall'incidente sugli sci ...Sono cambiate le power unit, l’aerodinamica, le gomme, le benzine: ma il pilota avrà un peso determinante, più che in passato?
«Sì, purtroppo però dovrà fare il ragioniere e gestire la parte elettrica, non pestare l’acceleratore. Pensate, in rettilineo sarà premiato chi alza il piede per incamerare energia necessaria alle batterie del motore elettrico. Per immagazzinare questa energia si affronteranno curve anche in prima marcia. Incredibile».
Le power-unit avranno una potenza bilanciata fra il 50% del motore termico e il 50% di quello elettrico, che diventa preponderante.
«E deciderà i gran premi facendo andare più piano le monoposto. Una volta le Formula 1 erano prototipi per suggerire tecnologia alle auto stradali che utilizziamo tutti i giorni. Oggi accade il contrario, la Formula 1 vuole power unit ecologiche».
Max Verstappen ha detto: queste monoposto sembrano delle Formula E con gli steroidi.
«Midà ragione il miglior pilota del Circus, quindi... Ai miei tempi l’unica cosa da fare era andare a tutta e non certo risparmiare energia».
Dopo i disastri del 2025, come vede la nuova Ferrari SF-26?
«E chi lo sa? I test pre-stagionali hanno fornito indicazioni apparentemente incoraggianti, ma per tutti misteriose. Tutti i team si sono nascosti. Non si sa con quanta benzina le monoposto abbiano girato nei test, se hanno spinto, se hanno fatto prove di gran premio».
Leclerc, però, ha concluso i test con il miglior tempo.
«La speranza è dell’intera legione dei fan delle Rosse ma soltanto dopo dopo due-tre gare avremo la certezza se la SF-26 sarà finalmente competitiva dopo il 2025 choc».
Hamilton si è sbilanciato: possiamo e dobbiamo vincere con questa scuderia che è il vanto di una nazione.
«Lewis ha avuto una carriera leggendaria, ma a 41 anni penso sia alla fine della corsa. Lo scorso anno lo ha purtroppo dimostrato».
Leclerc è un potenziale campione del mondo?
«È veloce, molto. Però si è messo in testa di vincere il titolo con la Ferrari e questo gli sta facendo perdere i migliori anni della sua carriera. Va verso i 30, non è più la giovane promessa un tempo e, alla sua età, Verstappen ha già vinto quattro mondiali. Cosa deve sperare? Che la SF-26 non vada come la SF-25».
Verstappen vincere il 5° mondiale?
«Certo. È l’unico pilota dell’intero Circus a fare la differenza e, grazie al suo talento, lima sempre due-tre decimi al tempo finale sul giro».
Chi le ricorda? Schumacher?
«No, Ayrton Senna».
L’impressione generale è che la Mercedes abbia quest’anno una marcia in più.
«È più che un’impressione: e fra due gare ne avremo la certezza».
E Kimi Antonelli?
«Può vincere il primo gran premio e nel suo futuro c’è il mondiale se guiderà la macchina giusta».
La McLaren aveva la monoposto migliore, lo scorso anno.
«Pensate che il team campione del mondo dia una monoposto scadente a Norris e Piastri? Io no».
Invece Adrian Newey sembra abbia toppato disegnando l’Aston Martin: Alonso è rimasto atterrito dalle difficoltà nei test.
«Fernando ha 44 anni e Stroll non è certo un top. Ma la stagione è lunga e Newey può ancora correggere i difetti dell’Aston Martin».
Tra le nuove leve, chi l’ha impressionata di più?
«A parte Antonelli direi Hadjar e Bortoleto».
Renè, il suo cuore batte ancora per il Cavallino?
«A Maranello ho vissuto anni magici, con i tifosi e soprattutto con il Drake. Mi voleva bene. Quando provavo la macchina a Fiorano, all’ora di pranzo mandava il segretario con l’invito. Uscivo dall’abitacolo e andavo nel suo ufficio. Davanti ai tortellini parlavamo di tutto, anche di donne e ascoltava interessato».
Non ha regalato il mondiale a Ferrari.
«Vero e mi dispiace. Ma ho un altro rimpianto. Sono astemio e non ho mai accettato quel bicchiere di lambrusco che mi offriva puntualmente. Il Drake mi guardava male».




