Nonostante siano passati mesi dal caso Clostebol, Nick Kyrgios torna ancora una volta a evocare indirettamente Jannik Sinner, riaprendo sui social una polemica che sembrava essersi ormai spenta. L’australiano, fermo in stagione a una sola apparizione ufficiale in singolare — la sconfitta a Brisbane contro Aleksandar Kovacevic — è intervenuto su X commentando un post del giornalista Ben Rothenberg dedicato alla squalifica di quattro anni inflitta dall’Itia all’ex tennista australiano Marinko Matosevic.
Rothenberg si chiedeva se il tennis australiano stesse vivendo un problema legato al doping, ricordando come Matosevic fosse il quarto giocatore del Paese coinvolto in una violazione antidoping nell’ultimo anno e mezzo. Una riflessione che Kyrgios ha respinto con tono polemico: "Certo, invece dei giocatori in attività parliamo di un tennista ritirato, ridicolo”. Pur senza nominare direttamente Sinner, il riferimento è apparso evidente. Il pensiero corre subito al caso Clostebol che aveva coinvolto il numero uno azzurro, così come alla vicenda di Iga Swiatek, anche lei finita nel mirino di Kyrgios dopo la positività causata da un integratore di melatonina contaminato.
Jannik Sinner, perché ha indicato il cuore: il gesto che spiega tutto
Jannik Sinner arriva a Miami con grande entusiasmo e determinazione, pronto a mettere alla prova se stesso nel Masters 1...La nuova uscita dell’australiano arriva proprio mentre Sinner è reduce dal successo a Indian Wells e dopo il patteggiamento con la Wada che aveva chiuso la vicenda con tre mesi di sospensione. Un capitolo che molti consideravano ormai archiviato, ma che Kyrgios ha scelto di riportare al centro della discussione. Lo stesso Rothenberg ha poi precisato che due dei quattro casi australiani riguardavano tennisti ancora in attività, Max Purcell e Thomas Fancutt, tentando di contestualizzare il dato iniziale. Ma nel frattempo il dibattito era già esploso, alimentato da commenti e reazioni che hanno riportato il tema al centro dell’attenzione social.




