I cavalli sono stati una cura per Gina Maria Schumacher, figlia del sette volte campione del mondo di Formula 1. A raccontarlo lei stessa in un documentario prodotto dall'emittente tedesca ZDF e disponibile dal 17 aprile: "Dopo l'incidente di papà, mi sono buttata a capofitto in questa disciplina perché dovevo fare qualcosa. I cavalli sono sempre stati importanti per me. Ma da quella volta non potrei vivere senza di loro. Mi hanno aiutata in tutto".
A motivarla anche la sua famiglia: "Sono grata di poter fare questo, non è una cosa scontata. I miei genitori me ne hanno dato la possibilità. Di conseguenza, è sempre stato importante per me lavorare sodo in questo campo, per farlo al meglio delle mie capacità".
Michael Schumacher, il crollo dell'amico: "Mi sento a disagio, vi dico tutto"
A quasi dodici anni dal grave incidente sugli sci che ha segnato la vita di Michael Schumacher a Méribel, emergon...D'altronde anche Michael era un appassionato. "Quando mio fratello e io eravamo più giovani, nostra madre voleva ricominciare con l’equitazione, ma cercava un animale sicuro. Mentre era con papà a Dubai, hanno montato alcuni cavalli arabi. Poi Michael cadde da uno di quelli. Accanto, c’era un Quarter Horse (una razza americana, ndr) per calmare gli altri, e mamma ha detto che voleva un cavallo così". Come rivelato dalla moglie Corinna, l'ex pilota si era lasciato andare a una profezia: "Quando Gina aveva solo 10 anni, Michael mi disse che sarebbe diventata più brava di me: 'È più egoista. Quando si è atleti, bisogna essere così sotto un certo punto di vista. Ed è un bene. Altrimenti, non combinerai niente di buono'. Oggi, penso che avesse assolutamente ragione". E ci aveva visto giusto.




