Libero logo

Lele Adani umiliato da Gigi Cagni: "Perché sparirai", rissa furibonda

di Roberto Tortoravenerdì 10 aprile 2026
Lele Adani umiliato da Gigi Cagni: "Perché sparirai", rissa furibonda

3' di lettura

Il nuovo dissing del mondo del pallone ha per protagonista Daniele Adani, ormai talent di punta di Raisport, Radio Deejay e di Viva El Futbol, e Luigi Cagni, decano tra gli allenatori della Serie A, a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila. Adani, che ha avuto Cagni come allenatore a Empoli tra il 2006 e il 2008, durante una delle ultime dirette con i suoi sodali Ventola e Cassano ha usato il nome del suo vecchio allenatore in maniera denigratoria, per additarlo come simbolo di una categoria di allenatori superati. Perché tanto astio? 

La vicenda è lunga nel tempo e parte sicuramente da rapporti di campo all’epoca empolese e poi dal fastidio provato dall’ex-difensore nel sentire una vecchia dichiarazione di Cagni sul suo talento di opinionista. Cagni disse: "Lo dico con sincerità, quando c'è lui a commentare le partite tolgo il volume. Cerca di fare il protagonista, ma non è preparato, sulla sua lavagna fa vedere delle cose che non sono realizzabili".

Adani ha atteso, silente, e poi ha piazzato la stoccata all’indomani della sconfitta dell’Italia contro la Bosnia ai rigori, con conseguente eliminazione dai mondiali. Per commentare il livello degli allenatori italiani, ancorati a vecchi sistemi, Adani ha sentenziato: “Oggi, mi dispiace dirvelo, ma ci sono ancora tanti Cagni, tanti allenatori come Cagni".

Per tutta risposta, Cagni ha deciso di pubblicare un video sul proprio profilo Instagram in cui sbugiarda il suo ex-giocatore: "Il calcio è bello anche per questo, quelli che ne sanno meno sono quelli che parlano di più. Pensate che lo paghiamo, lo pago anch’io, perché è in Rai… pensate voi. Lasciamoli parlare, perché questo dobbiamo fare". E mostra un video di un’azione offensiva dell’Empoli in cui Adani sale nell’area di rigore avversaria per partecipare alla manovra. Segnale di una concezione moderna del calcio di Cagni già vent’anni fa e tutt’altro che difensivista. Ciò non è bastato, perché nei giorni successivi Cagni ha rincarato la dosi su varie piattaforme: “L'ho avuto un anno, non lo consideravo un titolare perché secondo me non meritava. Però avevamo un rapporto normale. Forse si è offeso, perché quando ha iniziato a fare la seconda voce nelle telecronache ho detto che io spengo l'audio, ma non mi interessa. Quelli che parlano così in TV non fanno il bene del calcio, vogliono solo fare i protagonisti con il loro linguaggio. Anche Igli Vannucchi (altro giocatore di quell'Empoli, ndr) mi ha scritto in questi giorni, ha rivendicato che giocavamo meglio del Como di oggi. Facevamo un grande calcio".

"Adesso Lele ha in mano questo microfono, ma mi stupisce che un uomo scelto dalla Rai possa permettersi di offendere un allenatore. Mestiere che tra l'altro ha pure provato a fare, ma solo provato, da vice di Baldini. Forse non si sentiva all'altezza. Per me è sempre la storia che parla. Si è buttato da solo la zappa sui piedi. Io sono vecchio, ma credo che sui social l'abbiano un po' massacrato. Ho 75 anni e qualcuno mi chiama ancora per conoscere la mia opinione, questi non so quanto dureranno. Personalmente, credo poco. Perché ci vogliono delle basi solide. Finché starà in Rai resisterà, ma poi sparirà perché non ha niente da dire. Io posso essere non capace in tante cose, ma non posso sentire che non capisco di calcio. Perché allora mi incazzo. Tra me e Adani non c'è confronto. Sicuramente parlo meno bene, meno forbito, ma sono chiaro ed esperto".