L’unico aspetto positivo della non-prestazione di Cristiano Ronaldo è che ora il ct Roberto Martinez avrebbe un motivo per metterlo in panchina, rimediando all’errore commesso di convocarlo. Usiamo il condizionale perché difficilmente accadrà, e non accadrà perché Martinez è stato ingaggiato proprio per evitare casi diplomatici con Ronaldo nel suo ultimo (si spera) Mondiale. Il problema ulteriore rispetto al dover schierare un ormai ex giocatore è proprio questo: Martinez non sta allenando il Portogallo.
Non si spiega altrimenti perché mai una squadra che può contare sui due centrocampisti associativi più forti del mondo (Vitinha e Joao Neves), svuoti completamente il centro per schierarsi “a cerchio” e dare vita a un eterno torello in cui tutti toccano il pallone tranne Cristiano che rimane lassù fermo a sbuffare perché non gli viene recapitato, possibilmente a pochi cm dalla porta.
Fosse soltanto inutile, andrebbe pure di lusso. Il problema è che, in una formazione così associativa, Ronaldo è dannoso. Servirebbe un centravanti che accorcia e allunga, che apre spazi e non che occupa i pochi che si creano, come al 68° della sfida contro la Repubblica Democratica del Congo, quando Ronaldo anticipa al tiro Bruno Fernandes, molto più comodo e in luce di lui. Dunque non solo non segna, ma non fa nemmeno segnare.
Molti tifosi segnalano anche che il braccio alzato in occasione del gol annullato a Cancelo (non propriamente il migliore amico di Cristiano) non sarebbe un’esultanza mala segnalazione del fuorigioco del compagno al guardalinee.
PAROLA DI HENRY
Negli studi di Fox Sports, Henry ha segnalato la cosa più buona e giusta: «È la squadra che ha bisogno di segnare, non il singolo». Ma nessun componente del Portogallo ha il coraggio di farlo notare al diretto interessato. Il popolo portoghese sta cercando di rimediare rispondendo ai sondaggi promossi dai media. I quali, a loro volta, sembrano ormai disperati: Record gli ha dato un 2 in pagella su 5, ma sarebbe andato bene anche su 10. A Bola ha scritto che, oltre alla prestazione oltraggiosa, «Ronaldo non ha partecipato al giro di saluti al pubblico compiuto dai compagni». Peraltro mentre usciva dal campo i tifosi del Congo intonavano il coro: «Messi, Messi, Messi», ma si potrebbero aggiungere anche Haaland, Mbappé e Kane per rimarcare la differenza tra il leader (tecnico o emotivo o entrambe le cose) di un gruppo e un leader presso sé stesso.
Contro il Congo, Ronaldo ha corso 8,3 chilometri. Dice: ma ha fatto molti sprint! Soltanto quattro. Contributi difensivi: zero. Tocchi di palla: 25 in oltre 90’ di gioco. Tiri totali: tre. Tiri in porta: zero. Nonostante questo, il ct Martinez ha dichiarato che «non aveva senso sostituire il miglior marcatore del mondo in una partita in cui c’era bisogno di fare gol». Dichiarazioni utili a due scopi: 1) certificare il vuoto tattico del Portogallo; 2) fortificare la convinzione dei portoghesi per cui questo ct non ha il coraggio di sostituire Ronaldo. Ma se fatica a sostituirlo, figuriamoci a metterlo in panchina martedì per la già decisiva sfida contro l'Uzbekistan di Cannavaro.




