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Bagarre in Aula, FdI inchioda Conte e il M5s perde la testa: seduta sospesa

lunedì 3 agosto 2026
Bagarre in Aula, FdI inchioda Conte e il M5s perde la testa: seduta sospesa

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È bagarre in aula alla Camera sulla sconvocazione della commissione d'inchiesta sul Covid. Una decisione spiegata da Marco Lisei attraverso una nota in cui ricordava che "in ragione dei lavori delle Aule parlamentari per le giornate di martedì 4 e di mercoledì 5 agosto, con previste votazioni tutto il giorno sia alla Camera che al Senato, ho dovuto sconvocare l'audizione di Giuseppe Conte. Già la scorsa settimana i miei uffici avevano contattato la segreteria di Conte anticipando che sarebbe stato difficile tenere l'audizione il 4 e il 5 agosto. Pertanto, avevano chiesto altre disponibilità e io stesso, nel corso dell'ultima seduta, avevo avvisato che sarebbe stato utile da parte del leader del M5s proporre altre date. Nella giornata di venerdì scorso i miei uffici hanno nuovamente contattato la segreteria di Conte, senza tuttavia ricevere disponibilità di altri giorni. Così ho deciso di tentare di fissarla comunque il 4 agosto, ma come previsto non c'è materialmente spazio per una audizione che richiederà parecchie ore. I miei uffici prenderanno ancora contatto con Conte per individuare altre date utili". 

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Eppure questo non è bastato al Movimento 5 Stelle che ha deciso di ribaltare la frittata: "Scappate come al solito - dice intervenendo in assemblea Riccardo Ricciardi, capogruppo pentastellato, rivolto a Fdi - avete rilanciato per anni, poi vi veniamo a vedere e ve ne andate via. Abbiamo smascherato il vostro bluff senza neanche sedersi a quel tavolo. Conte ha dato la disponibilità sempre per farsi audire, voi fate solo chiacchiere e propaganda, sui fatti venite sempre costantemente smentiti". Dai banchi di Fdi è la deputata Alice Buonguerrieri a replicare: "Abbiamo assistito - tuona - in questi anni alla saga dei Giuseppi. Lo aspettiamo da due anni ma abbiamo ricevuto le dimissioni solo oggi, una volta messo con le spalle al muro da Fdi, non poteva più sottrarsi alle dimissioni. Dopo che per ben due anni ha mentito e preso in giro gli italiani pensavamo che peggio di così non potesse fare, invece al peggio non c'è mai fine". Parole pronunciate apostrofando l'ex premier col nome "Giuseppi" e provocando le proteste dei deputati M5s tanto che il vicepresidente della Camera Sergio Costa è costretto a sospendere la seduta.

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Ma anche una volta ripresa, le proteste non si sono arrestate. Costa alla fine è costretto a espellere il deputato M5s Leonardo Donno che, però, si rifiuta di lasciare l'emiciclo, nonostante l'invito del presidente che, alla fine sospende nuovamente la seduta.