Si chiama Suzanne Huurman, è olandese ed è l'unica responsabile medica donna ai Mondiali 2026. Non per l'Olanda, ma per i "cugini" di Curaçao. E la sua ricetta per garantire la massima performance psicofisica possibile alla piccolissima Nazionale caraibica è decisamente singolare: massima libertà, anche sotto le lenzuola, nel pieno della manifestazione iridata.
"I giocatori possono condividere una stanza con il loro partner e, quando ci sono bambini, la famiglia dispone di una stanza aggiuntiva. È piuttosto unico nel calcio internazionale", ammette la dottoressa in una intervista a Globoesporte. In 96 anni di Mondiali, la Huurman è solo la terza responsabile medica donna, e all'evento più importante del calcio è arrivata forte dell'esperienza in un club di prestigio come il Psv Eindhoven.
"Credo che aiuti, ma forse più a livello emotivo che per un effetto fisiologico diretto — ha spiegato la dottoressa riguardo alla libertà di frequentare la partner –. In un torneo così lungo, avere la famiglia vicino riduce la nostalgia di casa e dona tranquillità".
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È un grande classico che i portieri delle piccole Nazionali diventino i supereroi dei Mondiali. Vengono subissati..."Per molte famiglie, viaggiare e soggiornare per settimane negli Stati Uniti da sole sarebbe molto costoso — ha aggiunto la Huurman —. La Federazione ha deciso di farsi carico di questa spesa in modo che i giocatori possano avere i loro partner e i figli vicino. Alcuni di loro probabilmente sarebbero preoccupati o stressati".
Un ritiro decisamente "allegro", dunque, quello di Curaçao a Boca Raton, in Florida. E che ha cominciato a dare i primi frutti: dopo l'esordio da incubo contro la Germania, un 7-1 umiliante, i caraibici si sono riscattati fermando sullo 0-0 il più quotato Ecuador e ora guardano alla difficilissima sfida contro la Costa d'Avorio con un po' più di leggerezza.




