Arriva a Wimbledon da campione del Roland Garros e con una sicurezza nuova, ma Alexander Zverev sa bene che l'erba resta la superficie più complicata della sua carriera. Il numero 3 del mondo, infatti, ai Championships non è mai riuscito a spingersi oltre gli ottavi di finale e non ha mai conquistato un titolo sull'erba. Come se non bastasse, quest'anno dovrà convivere anche con un problema che finora non aveva mai raccontato pubblicamente: un'allergia proprio al prato. Durante gli allenamenti di avvicinamento allo Slam londinese, è stato visto starnutire ripetutamente. Nessun raffreddore, ma una reazione che lui stesso ha spiegato con grande naturalezza: "Ho un'allergia all'erba ma sto benissimo. Per me non è una novità, ce l'ho ogni anno".
Un ostacolo in più per un giocatore che da tutta la vita affronta una sfida ben più importante. Zverev, infatti, convive con il diabete di tipo 1, diagnosticato quando aveva appena quattro anni. Durante i match controlla costantemente la glicemia e ricorre all'insulina grazie a dispositivi tecnologici che gli consentono di gestire la malattia senza rinunciare all'attività agonistica. Gli imprevisti, però, non mancano. Al torneo di Halle, ad esempio, il sensore del glucosio smise di funzionare costringendolo ad assumere circa 350 grammi di zucchero per riportare i valori nella norma.
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Nonostante i vari infortuni e i malori estivi, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz restano i tennisti più forti del pi...Tra allergia e diabete, il cammino verso Wimbledon si presenta dunque con qualche insidia in più. A tutto questo si aggiunge anche un nuovo ruolo: quello di campione Slam. Dopo il trionfo di Parigi, infatti, Zverev arriva a Londra con aspettative inevitabilmente più alte e con la voglia di dimostrare di poter essere protagonista anche sull'erba: "Devo essere onesto con me stesso, ci si sente diversamente con il titolo in tasca — ha detto — C’è più gioia e, in un certo senso, anche più libertà. Ma quando scendo in campo voglio solo fare il mio lavoro e mostrare il mio miglior tennis”. L'obiettivo adesso è migliorare il miglior risultato ottenuto finora a Wimbledon e provare a sfatare quello che resta l'ultimo grande tabù della sua carriera.




