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Jannik Sinner, il dramma di Zverev: "Ero felice di giocare con lui. Poi..."

di Lorenzo Pastugliavenerdì 31 luglio 2026
Jannik Sinner, il dramma di Zverev: "Ero felice di giocare con lui. Poi..."

2' di lettura

Alexander Zverev non cerca scuse. Anzi, parlando di Jannik Sinner finisce quasi per arrendersi ancora prima di scendere in campo. Le sue ultime dichiarazioni raccontano il peso mentale che il numero uno del mondo ha ormai assunto nei suoi confronti, dopo una serie di sconfitte che sembra aver cambiato completamente la percezione del tedesco. E pensare che all'inizio era tutto diverso: "Contro Sinner, all'inizio della carriera, giocavo con grandissima voglia — ha raccontato — Immaginate un po', c'erano tempi in cui ero contento di doverlo affrontare". Poi arriva quella risata amara che dice molto più delle parole: "Beh, adesso ho perso contro di lui le ultime sette od otto volte”.

In realtà il conto è ancora più pesante. Con la finale di Wimbledon, Sinner è arrivato a 10 vittorie consecutive contro il tedesco. Una striscia che ha completamente ribaltato una rivalità che, agli inizi, sembrava sorridere a Zverev. Il punto, però, non sono solo i risultati. È il modo in cui il numero due del mondo parla dell'avversario. Non c'è rabbia, né voglia di rivincita. Piuttosto, c'è l'impressione di chi ha visto l'altro crescere fino a diventare irraggiungibile. "Sinner è cambiato completamente — ha spiegato — Ha migliorato enormemente il suo gioco, ha migliorato tantissimo i suoi colpi ed è diventato così solido che non ti lascia neanche una possibilità”.

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Poi entra nel dettaglio del fondamentale che, secondo lui, ha trasformato il campione azzurro. "Prima il suo punto debole assoluto era il servizio: sembrava sempre di poter lottare in ogni game sul suo servizio. Ora invece hai la sensazione di giocare i punti solo sul tuo servizio”. È forse questa l'ammissione più significativa. Perché detta da un giocatore che ha appena vinto il Roland Garros e occupa il secondo posto del ranking mondiale, suona quasi come una resa psicologica.

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Zverev oggi sa di poter competere con chiunque, ma quando il tabellone gli mette davanti Sinner, il pensiero corre inevitabilmente a quelle 10 sconfitte di fila. E rompere quel muro, prima ancora che tecnico, sembra essere diventato soprattutto un problema di testa.

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