"Senza nulla togliere a Sinner, a Wimbledon ero stanco". Novak Djokovic torna sulla semifinale persa contro il futuro campione dello Slam londinese e, in un'intervista alla Cbs, spiega come il fisico non gli consenta più di recuperare con la rapidità di un tempo dopo le maratone in campo. "Il corpo sta rispondendo diversamente ed è semplicemente biologia — racconta il serbo, ripensando alle oltre cinque ore necessarie per superare Auger-Aliassime nei quarti — Non ho fatto in tempo a recuperare per la semifinale e non ero fresco come avrei voluto essere. Senza nulla togliere a Sinner che ha vinto il torneo, ma le cose sono diverse per me al giorno d'oggi".
Nessun alibi, piuttosto la consapevolezza che il tempo passa anche per lui: “Ma io provo sempre a essere migliore rispetto a com'ero il giorno prima”. Il sogno del 25° titolo dello Slam, però, resta intatto. Djokovic guarda già allo US Open, il prossimo grande obiettivo della stagione: "Lo trovo lo Slam più entusiasmante, una delle più grandi cose per cui ancora gioco è l'energia della folla e il rispetto e l'ammirazione che sto ricevendo, specialmente negli ultimi anni. Non potrò mai ringraziare abbastanza le persone per tutto questo".
Jannik Sinner, Djokovic sconcertante: "Ho fatto un errore con Jannik, gli ho detto dove migliorare"
Al Fanatics Fest di New York, Novak Djokovic si è reso protagonista di un momento divertente insieme ad altre gra...Nell'intervista il campione serbo ripercorre anche le proprie origini, segnate dalle difficoltà vissute durante l’infanzia: "Lo sport era il mio spazio sicuro. Lo collegherei alla mia infanzia, alla mia educazione, a un Paese devastato dalla guerra, alle numerose guerre degli anni '90, all'embargo, alle sanzioni, alla crisi economica, alla crisi sociale, insomma, a crisi di ogni tipo. Ho scelto lo sport più costoso e i miei genitori volevano sostenermi".
Infine un pensiero per Serena Williams, il cui ritorno continua a emozionarlo: "Non importa se vinca o perda, è comunque epico e bisogna godersi quello che ha fatto — conclude — È quello che le ho detto di persona a Wimbledon ed è quello che provo sinceramente nel profondo del mio cuore. Voglio che si senta felice e serena sul campo perché, in un certo senso, so come ci si sente a continuare a dare il massimo a quell'età, quando hai già raggiunto tutto ciò che potevi raggiungere".




