Rischia persino la paralisi". È la conseguenza più grave che Tadej Pogacar deve evitare dopo la caduta alla Vuelta. A mettere in guardia il campione del mondo è il dottor Paolo Baudi, specialista in chirurgia della spalla e responsabile della Shoulder Clinic di Modena, in un suo intervento su La Repubblica. Il problema, spiega, non è soltanto la clavicola fratturata: a preoccupare è soprattutto la lesione alla settima vertebra cervicale, quella che collega la parte cervicale della colonna a quella dorsale. Pogacar è ricoverato all'ospedale universitario Dexeus di Barcellona, dove sarà operato alla clavicola dal dottor Xavier Mir, uno dei nomi di riferimento nella traumatologia sportiva e da anni specialista anche nel mondo della MotoGP.
L’intervento dovrebbe essere effettuato tra oggi e domani. Ma per il ritorno in bicicletta non ci sarà alcuna corsa contro il tempo. Il momento che ha cambiato la sua Vuelta è arrivato a 32 chilometri dall'arrivo, quando Pogacar viaggiava a circa 58 chilometri orari. Il corridore aveva una mano sul manubrio e con l'altra stava bevendo quando ha incontrato un oggetto sulla strada. I compagni davanti a lui sono riusciti a evitarlo, mentre lo sloveno è finito a terra con violenza.
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Caso sessismo alla Vuelta, ma "al contrario". Il Giro di Spagna di ciclismo è agitato dallo scandalo Er...A proteggerlo è stato anche il casco. La caduta gli ha provocato una commozione cerebrale e una frattura scomposta della clavicola, oltre al problema alla vertebra cervicale. "Non è tanto la frattura alla clavicola — spiega Baudi — quanto la lesione alla settima vertebra cervicale, l'ultima, quella di passaggio tra la colonna cervicale e quella dorsale". Per una decina di giorni Pogacar dovrà portare un collarino rigido. Poi serviranno ulteriori controlli. Il punto, però, è soprattutto uno: tornare troppo presto sarebbe pericoloso: "Fino a completa guarigione sarebbe molto rischioso per lui tornare in bici — avverte il medico — in caso di nuova caduta potrebbe avere conseguenze gravissime, persino la paralisi". Una nuova caduta, in altre parole, potrebbe trasformare un infortunio già serio in qualcosa di molto più grave.
Per ora dall'entourage di Pogacar non arrivano indicazioni definitive sui tempi di recupero. Nel mirino restano, almeno come possibilità, il Mondiale del 27 settembre, gli Europei del 2 ottobre in Slovenia e il Giro di Lombardia del 10 ottobre. Ma pensare a un rientro così rapido appare complicato proprio alla luce delle condizioni della vertebra. L'assenza di Pogacar sarebbe un problema anche per il ciclismo, non soltanto per la sua squadra. Lo sloveno è ormai uno dei principali motori dell'interesse attorno alle corse. Lo ha dimostrato anche l'ultimo Tour de France, seguito in Francia con numeri in crescita rispetto all'anno precedente. La sua presenza porta pubblico, attenzione e spettacolo. Senza di lui, il finale di stagione rischia di perdere il suo protagonista principale. Per Pogacar, però, adesso il risultato conta meno. La priorità è recuperare completamente. Il casco ha fatto il suo dovere nella caduta. Ora toccherà alla prudenza evitare che la voglia di tornare in gara faccia il resto.




