Ci sono giocatori che esplodono a 16 anni, beati loro, e poi ci sono i Lucas Da Cunha, quelli che «non sei abbastanza». Abbastanza forte, abbastanza adatto, abbastanza dotato. Così dissero a suo tempo al francesino, accantonato dal Nizza e svenduto al Como per soli 400 mila euro, quattrini che in genere non bastano per pagare la commissione sulla commissione della commissione del procuratore Tizio. Ma bastano per ’sto ragazzo. E il Como lo acquista nel gennaio 2023 quando bazzica la Serie B. E Da Cunha ha 21 anni e il muso lungo di chi teme di aver perso il treno giusto. Il giovanotto arriva sul lago da giocatore offensivo: ala o trequartista. La sua squadra cresce, conquista la Serie A. Lucas convince ma fino a un certo punto. Arrivano le difficoltà, qualche critica e la sensazione che no, non sia “abbastanza”. E allora che si fa? Lo si butta nell’umido? Giammai, si lascia fare a Cesc Fabregas, tecnico illuminato, di quelli che intuiscono cosa può diventare un calciatore prima ancora che lo capisca il calciatore stesso.
Fabregas prende Da Cunha e lo trascina qualche metro più indietro. Prima mezzala, poi sempre più dentro al cuore del gioco. Gli chiede di ricevere sotto pressione, di costruire, di recuperare palloni, di leggere gli spazi e di difendere. In pratica gli cambia mestiere. Da Cunha si fida e lavora. Tanto. Lo racconta lui stesso: «Il mister mi ha migliorato, prima giocavo da esterno, a centrocampo mi trovo meglio». Diventa il metronomo del Como, quindi leader, quindi capitano. Fabregas lo battezza («giocherei con 11 Da Cunha») e la storia del non-più-emarginato smette di essere soltanto una bella favola di provincia.
Il 28 settembre Lucas indossa per la prima volta la maglia della sua Francia. Zidane, neo-ct, lo schiera titolare contro il Belgio e lui gioca esattamente come ha imparato a fare sul Lario: senza paura. La Francia domina a lungo e vince 1-0 nel finale con il gol di Olise, Da Cunha è tra i protagonisti del match, splendido e presente in ogni zona del campo. Dagli sgabuzzini del Nizza al centro della nazionale semifinalista al Mondiale, da ala in cerca di spazio a dispensatore di palloni e idee.
Una storia a lieto fine che racconta molto del Como di Fabregas, club certamente ricco ma capace di far rendere ogni investimento, al punto da trasformare 400mila euro in potenziali 40 milioni (i corteggiatori in Premier abbondano, ma non verranno accontentati). Tre anni e otto mesi dopo, quel ragazzo “cacciato” dal calcio francese è tornato a casa sua passando dalla porta principale, con la maglia dei Galletti addosso. E allora sì, ecco a voi la barbosa ma inevitabile moraluccia: se vi dicono che gli allenatori non contano più di tanto, narrategli le avventure di Lucas Da Cunha da Roanne, l’ex reietto divenuto star.




