La Camera ha respinto le pregiudiziali di incostituzionalità presentate dall’opposizione contro la legge elettorale, con 229 voti contrari e 151 favorevoli. Il risultato, arrivato al termine di uno scrutinio segreto richiesto da Pd, M5S e Avs, ha registrato sette voti in più rispetto ai 222 deputati di centrodestra presenti in Aula.
Il voto rappresentava un passaggio particolarmente atteso, anche per la possibilità di eventuali “franchi tiratori” tra le fila della maggioranza. Un’ipotesi che, alla prova dei numeri, non ha trovato conferma. “Mi interessa che ci siano i numeri per una maggioranza solida”, ha commentato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Più prudente ma altrettanto fiducioso il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, secondo cui si trattava di un voto delicato, ma non “pericoloso”.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso particolari preoccupazioni, sottolineando la chiarezza del risultato. Il centrodestra guarda ora alla fase conclusiva dell’iter parlamentare. La Camera si prepara infatti alla terza e ultima lettura del provvedimento. Nella prossima settimana sono previsti tre voti di fiducia sui primi tre articoli, mentre mercoledì si procederà con ulteriori votazioni e con gli ordini del giorno. Il passaggio decisivo è fissato per giovedì 8: dopo le dichiarazioni di voto, previste dalle 10.30, l’Aula sarà chiamata al voto finale alle 12.30, trasmesso in diretta televisiva.




