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Marotta e Paratici, perché avevano rotto: il retroscena (e chi c'entra)

di Walter Pescilunedì 26 ottobre 2026
Marotta e Paratici, perché avevano rotto: il retroscena (e chi c'entra)

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Otto anni di gelo cancellati da un abbraccio. È successo a San Siro, pochi minuti prima di Inter-Fiorentina, quando Beppe Marotta e Fabio Paratici si sono ritrovati nel tunnel degli spogliatoi, lasciandosi andare a un gesto di riconciliazione immortalato dalle telecamere di Dazn. Un incontro tutt'altro che scontato, considerando i rapporti deteriorati tra due dirigenti che per quasi vent'anni avevano condiviso successi, strategie di mercato e un'amicizia finita bruscamente nel 2018.

La loro collaborazione era cominciata alla Sampdoria, dove Marotta aveva chiamato Paratici nel 2004, affidandogli la responsabilità degli osservatori. Insieme avevano costruito una squadra capace di raggiungere i preliminari di Champions League, anche grazie agli acquisti di Cassano e Pazzini. Nel 2010 il trasferimento alla Juventus, con Andrea Agnelli pronto ad affidare alla coppia la ricostruzione del club bianconero. A Torino arrivano sette scudetti consecutivi, accompagnati da operazioni importanti come quelle per Pirlo, Tevez e Higuain. Poi, nell'estate 2018, la frattura. A dividere i due è soprattutto l'acquisto di Cristiano Ronaldo, fortemente voluto da Paratici e sostenuto da Agnelli, mentre Marotta nutriva profonde perplessità sulla sostenibilità economica dell'operazione.

Il divorzio diventa inevitabile. Marotta lascia la Juventus e approda all'Inter, mentre Paratici assume maggiori responsabilità nell'area sportiva bianconera. Nel 2021 il dirigente varesino rende pubblica la rottura: "Sono rimasto in buoni rapporti con tutti ad eccezione di Paratici per motivi umani". Neppure il successivo trasferimento di Paratici al Tottenham favorisce il riavvicinamento. Soltanto negli ultimi tempi tornano alcuni contatti, inizialmente formali. Ora, con Marotta presidente dell'Inter e l'ex collaboratore alla Fiorentina, l'abbraccio di San Siro sembra chiudere definitivamente una lunga stagione di incomprensioni. Almeno sul piano personale.