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Non è l'arena, Ennio Di Lalla e la casa occupata da due donne rom. Le telecamere di GIletti dentro l'appartamento: devastato

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La storia di Ennio Di Lalla ha sconvolto Roma e l'Italia. E Massimo Giletti, a Non è l'Arena, fa entrare le telecamere nell'abitazione occupata abusivamente per tre settimane da due donne rom mentre l'uomo,  86 anni, era uscito dalla sua casa per una visita medica. Da due soli giorni è riuscito a rientrare in possesso del suo appartamento. Una volta varcata la porta, la drammatica sorpresa: l'abitazione è stata letteralmente devastata dalle due occupanti. "Sembra bombardata, come nel 1943. Hanno messo i loro nomi, hanno cambiato le tende. Ma uno che fa questo lavoro pensa di starci molti anni no? Per prima cosa, la devo disinfettare". Escrementi per terra, cibo per cani, mozziconi  e rifiuti sparsi ovunque, sacchi neri.

 

 

 

 

 

"Quando sono tornato a casa dalla visita medica - ha spiegato l'anziano - ho messo la chiave ma vedevo che non girava, niente. Ho capito che era stata occupata perché l'amministratore aveva visto della gente che armeggiava dietro la porta, come se volessero entrare". Le due donne rom, che risultano residenti nel campo rom di via Gordiani sono state denunciate a piede libero. "Saranno libere fino a condanna passata in giudicato, se non ci sarà la prescrizione. Qualcuno pagherà? - chiede polemicamente Alessandro Olivieri, avvocato difensore di Di Lalla - Ma pagherà in termini di pena, perché economicamente chi risarcirà il danno? Nessuno. Pagherà Ennio".

 

 

 

 

 

 

"Qualcuno avrà dato comunicazione che l'appartamento era tendenzialmente vuoto - spiega ancora l'avvocato -, perché Ennio faceva avanti e indietro tra strutture sanitarie e casa del fratello. Sappiamo come funziona a Roma, le due rom non passavano da qui per caso".



 

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