"Un salvataggio per volta, sbarchi rapidi ("lampo") e diretta collocazione dei migranti attraverso la loro richiesta di asilo affinché sia il Paese di bandiera della nave a farsi carico dell'accoglimento della domanda": questi alcuni dei punti contenuti all'interno del decreto sul codice di condotta delle Ong. Si tratta di una serie di protocolli da rispettare a bordo delle navi che sta pian piano prendendo forma. Dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane.
L'obiettivo del governo è evitare speculazioni nelle attività di soccorso sistematico da parte delle Organizzazioni non governative. Quelle che si stanno mettendo a punto sono regole comportamentali che, se non rispettate, potrebbero portare innanzitutto a una multa, poi a dei fermi amministrativi e infine a eventuali sequestri delle imbarcazioni da parte dei prefetti.
Intanto, proprio nella Giornata internazionale dei migranti, si teme per un'altra tragedia in mare: una cinquantina sono stati soccorsi durante un naufragio al largo di Lampedusa e un bambino di meno di un anno è subito stato portato in ospedale in gravi condizioni. Il provvedimento in arrivo dal parte dell'esecutivo punta anche a risolvere la questione dei collocamenti, da gestire almeno nella prima fase dell'accoglienza, dopo gli sbarchi. Secondo un'altra regola del codice, i soccorritori dovranno chiedere immediatamente ai soggetti a bordo, che sono stati messi in salvo, la manifestazione di interesse sull'eventuale domanda di protezione internazionale, affinché sia il Paese di bandiera della nave a farsi carico dell'accoglienza del migrante dopo lo sbarco. "Spero che entro fine anno il decreto sul codice per le ong possa essere pronto", spiega il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, per il quale "bisogna definitivamente distinguere tra le missioni di salvataggio e le attività di ricerca sistematica".




