Una nuova nave si aggiunge alla flotta di Sea Watch. Si chiama Aurora 2 ed è, spiega l'ong, "una risposta diretta alla politica del Governo italiano, che sin dal suo insediamento ha avuto come priorità quella di ostacolare chi salva vite in mare. Le oltre 40 detenzioni imposte alle navi di soccorso civile dal 2023 le hanno tenute lontane dal mediterraneo per 900 giorni".
Dal 2015 Sea-Watch ha contribuito al soccorso di oltre 50.000 persone nel Mar Mediterraneo. La nave gemella, Aurora 1, è stata bloccata cinque volte con provvedimenti "in diverse occasioni annullati dai tribunali competenti". Con i suoi 25 nodi di velocità massima, Aurora 2 è una delle navi più veloci della flotta civile nel Mediterraneo centrale, dove nei primi sei mesi del 2026 sono già più di 1500 le persone morte in mare. "In un Mediterraneo dove le politiche italiane ed europee hanno trasformato il soccorso in mare in una vera e propria 'caccia all'uomo' - dice Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch -, Aurora 2 cercherà di battere sul tempo il sistema di abbandono delle persone in mare da parte delle autorità europee e di complicità nella cattura e nel respingimento in Libia e Tunisia".
Sea Watch, l'Ong chiede aiuto alle toghe: "45 giorni di stop, non lo accettiamo"
Quarantacinque giorni di fermo nave. Oltre che una multa. La barca Aurora della Ong tedesca Sea Watch è stata san...Al momento è ormeggiata a Lampedusa e da qui si prepara a partire per la sua prima missione di salvataggio, nel Mediterraneo centrale. "Entra a far parte della flotta civile - ha spiegato l'Ong -, per contrastare la strategia del governo italiano di ostacolo al soccorso in mare e porterà, in modo permanente, la bandiera palestinese, manifesto di solidarietà contro genocidio, economia di guerra, sfruttamento, respingimenti e violazioni dei diritti fondamentali".




