Nuovo scontro tra il governo e Sea Watch. All'arrivo al porto di Brindisi, ieri, con 166 persone soccorse, è stata avviata un'indagine contro il capitano della nave di soccorso Sea-Watch 5, con l'accusa di favoreggiamento dell'ingresso illegale. Uomini della Guardia costiera italiana e della polizia, spiega la ong tedesca, sono saliti a bordo. Sono rimasti sul ponte di comando della nave fino a ben oltre la mezzanotte, hanno sequestrato documenti e attrezzature e hanno condotto due membri dell'equipaggio alla stazione di polizia per essere sentiti. Per oggi è previsto anche un interrogatorio del capitano della Sea-Watch 5.
"Siamo davanti a un'escalation paradossale, dopo che lunedì - afferma la portavoce Giorgia Linardi - due motovedette e un'altra unita' della cosiddetta guardia costiera libica avevano attaccato e sparato una raffica di colpi contro la nave e minacciato di dirottarla verso Tripoli. Motovedette donate alla Libia dall'Italia nel quadro dell'Intesa tra i due Paesi". L'indagine contro l'operato di Sea-Watch "è un altro feroce attacco alla solidarietà in mare e un'aggressione allo stato di diritto. Invece di fare luce sulle responsabilità dell'attacco contro i civili sulla nostra nave, accusa chi ha soccorso vite in mare".
"Indagato il capitano della Sea Watch": cosa sta succedendo al porto di Brindisi
All’arrivo al porto di Brindisi con 166 persone soccorse a bordo, la nave Sea-Watch 5 è stata oggetto di un...Insomma, la lagna è già partita. Ma c'è di più. Sea Watch strumentalizza la morte di una neonata di pochi mesi avvenuta questa mattina a Lampedusa durante lo sbarco di alcuni migranti per attaccare l'Italia: "Mentre lo Stato attacca chi salva vite in mare indagando il capitano di Sea-Watch, a Lampedusa e' arrivata una neonata di un mese, morta tra le braccia della mamma, dopo una traversata di tre giorni. Chi pagherà per quest'ingiustizia?", ha fatto sapere l'ong.




