"Accettiamo la sfida. La nostra nave Mediterranea, che partirà per la sua nuova missione tra poche settimane, batte bandiera tedesca. Vogliono portare le persone da noi soccorse in Germania?". Così, in un'intervista a Repubblica, il fondatore di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini, irrompe nella querelle tra Italia e Germania su dublinanti e navi umanitarie tedesche. "Diciamo basta all'applicazione pretestuosa del decreto Piantedosi - sottolinea l'attivista -. Non siamo noi a lanciare la sfida, semmai la accettiamo. Noi che siamo italiani abbiamo una bandiera tedesca ma perché siamo europeisti. Io penso che l'esperienza del soccorso in mare sia una delle dimostrazioni più grandi della solidarietà europea. La nostra bandiera è universale ed è quella della solidarietà umana". Da Casarini una riflessione sull'idea del governo di 'corteggiare' le ong tedesche per chiederne la compensazione con i cosiddetti dublinanti: "A Tajani mi viene voglia di dire: 'Bene, sediamoci ad un tavolo e parliamone'. Noi non siamo affatto contrari, perché il punto centrale è fare il soccorso. In mare interessa solo salvare la vita alle persone, i giochetti politici tra gli Stati, Ceuta, Schengen, Dublino vengono dopo".
"Se il governo italiano dice che salendo su una nave con bandiera tedesca si è già in Germania, allora deve garantire che queste persone raggiungano poi la Germania - afferma ancora il fondatore di Mediterranea Saving Humans -. Però alle ong devono dare subito il porto sicuro e ce lo devono dare vicino, in Sicilia, non a cinque giorni di navigazione. La maggior parte dei migranti non vuole restare in Italia e a noi importa solo portarli in salvo in Europa. L'Italia è il porto sicuro più vicino, non quello dove devono rimanere le persone. I governi trattino su questo invece di fare la guerra alle persone".
Migranti "minori non accompagnati", i numeri smontano il Pd
TOMMASO MONTESANO Maschi, casualmente vicini ai 18 anni, spesso mentitori proprio sull’età, per la maggior...Dito puntato contro "il regolamento di Dublino, questo assurdo trattato che assegna al Paese di primo ingresso l'onere delle persone che arrivano, l'hanno voluto loro e ora l'hanno resuscitato loro. Ed è la causa dei sovranismi di cui pagano il conto i più fragili", osserva Casarini che puntualizza: "L'altra faccia del calo degli sbarchi è l'aumento del 160 per cento dei morti in mare. L'altro giorno davanti alle coste tunisine ci sono stati tre naufragi e l'obiettivo è far finta che sia colpa delle ong".




