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Immigrazione, crollano gli sbarchi dei clandestini

di Tommaso Montesanovenerdì 11 settembre 2026
Immigrazione, crollano gli sbarchi dei clandestini

3' di lettura

Già qualche giorno fa, in occasione della diffusione dei dati sui rimpatri - 3mila in più rispetto allo scorso anno - l’Agenzia aveva registrato con soddisfazione l’inversione di marcia. Dando merito al nuovo Regolamento europeo approvato a giugno con una maggioranza di centrodestra. Adesso Frontex, la “guardia costiera” dell’Unione europea, saluta con soddisfazione un altro risultato raggiunto grazie alla linea dura sui migranti: l’ulteriore diminuzione sia degli attraversamenti irregolari delle frontiere, sia delle richieste di protezione internazionale presentate nei Paesi Ue e nei quattro Stati associati nell’area Schengen (Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein).

La mappa, dunque. Secondo i dati preliminari raccolti dall’Agenzia, nei primi otto mesi dell’anno sono stati registrati complessivamente circa 74mila attraversamenti irregolari dei confini dell’Unione: il 35% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare lungo la rotta nel Mediterraneo centrale, quella più significativa e che interessa il nostro Paese, gli arrivi illegali sono stati circa 19.400, con un calo del 55% rispetto allo scorso anno. E il report è comprensivo del periodo estivo, quello nel quale tradizionalmente il “traffico” dei barconi aumenta.

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MENO DOMANDE
L’altra faccia della medaglia sono le richieste di asilo depositate nel primo semestre del 2026. Secondo il rapporto di Frontex, sono state inoltrate oltre 330mila richieste: il 17% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta del numero più basso registrato nel primo semestre dal 2021. Meno ingressi, meno domande di protezione, e anche più rimpatri. Nel primo semestre del 2026, infatti, sono state rispedite indietro circa 33mila persone (nel 2025 erano state 30mila). Altro numero significativo: il processo di rimpatrio è stato agevolato da circa 21mila migranti che hanno scelto di rientrare volontariamente nei loro Paesi d’origine (2mila in più rispetto allo scorso anno). «Il ritorno è ciò che rende credibile l’intero sistema migratorio», ha spiegato Hans Leijtens, direttore esecutivo di Frontex.
Il messaggio è semplice: «Se qualcuno non ha il diritto di restare, dovrebbe essere rimpatriato». E questo spiega la diminuzione delle richieste di protezione internazionale. Un cambio di paradigma favorito, ha riconosciuto l’Agenzia, dalle nuove regole europee sui rimpatri entrate in vigore a giugno.

L’obiettivo è di continuare sulla stessa linea, magari rafforzando gli strumenti di Frontex, anche alla luce della crisi di Ceuta. «Prevediamo che in autunno la Commissione europea proporrà un ulteriore rafforzamento del mandato di Frontex in materia di rimpatri, compreso il suo sostegno agli Stati membri», ha anticipato il commissario Ue agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner. I dati del primo semestre, ha aggiunto, sono positivi e rappresentano «un buon esempio di efficace cooperazione europea, ma questa cifra deve aumentare radicalmente».

LE REAZIONI
I numeri di Frontex, secondo il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dimostrano che l’Italia non ha da «imparare da niente e da nessuno». Per Antonio Tajani, ministro degli Esteri, si tratta di «dati incoraggianti. Le immigrazioni irregolari sono crollate». «Se l’Unione europea per la prima volta dal 2013 ha assunto una posizione più decisa, è per merito e impegno del governo italiano», rivendica Deborah Bergamini, vicesegretario di Forza Italia.

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