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Denatalità e fertilità assistita, a Napoli CFA celebra 40 anni

di TMNewsmartedì 29 settembre 2026
3' di lettura

Roma, 29 set. (askanews) - "Le cause principali della denatalità dipendono non solo da fattori economici e componenti sociali ma principalmente dai diversi problemi ambientali visto che viviamo in un habitat altamente inquinato con elementi chimici nuovi che creano grandi problemi alla fisiologia sia degli ovuli che degli spermatozoi. Quello che mangiamo, beviamo, respiriamo, ha un impatto significativo sulla fertilità delle coppie. Su questi aspetti è fondamentale fare una prevenzione adeguata, bisognerebbe partire già dalla fase della pubertà, nelle scuole. Poi c'è anche la reticenza della coppia ad affrontare i problemi rivolgendosi ai centri di fertilità". Lo ha dichiarato il professore Brian Dale, founder e direttore scientifico del Centro Fertilità Assistita di Napoli a margine dell'evento celebrativo per i quarant'anni di attività, svoltosi alla presenza di cento famiglie protagoniste di percorsi di fertilità affrontati nel corso degli ultimi quattro decenni. "In questi quarant'anni - spiega il professor Dale - è aumentato il tasso di gravidanza che dal 10% è arrivato al 60% grazie ai grandi miglioramenti della tecnologia. Principalmente nelle attività di laboratorio, visto che parliamo di fecondazione in vitro. Il tema del mantenimento di gameti, ovuli e spermatozoi è sempre stata la sfida e oggi siamo arrivati al punto di poter crescere embrioni fino al quinto giorno (blastocisti) conservandoli perfettamente". L'Italia continua a vivere un 'inverno demografico' come testimoniano i numeri legati alla denatalità e la medicina della riproduzione è diventata una componente strutturale del sistema sanitario. Secondo Daniela Dale, embriologa e Chief operating officer del CFA: "Le difficoltà riproduttive sono purtroppo in aumento. Parliamo di circa il 20% della popolazione. Una coppia su cinque. Il mio consiglio è quello di iniziare a fare controlli per la fertilità a partire dalla maggiore età. Soprattutto per gli uomini tra i quali si sono registrati cali importanti. Ci sono diversi approcci per superare queste criticità. Dipende, ovviamente, dal tipo di problema. Ma certamente prima si interviene più possibilità ci sono di superare il problema. Serve una presa in carico multidisciplinare da parte di più specialisti come il ginecologo, l'endocrinologo, il biologo, l'embriologo, il nutrizionista, per raggiungere un risultato veloce e sicuro. La denatalità si può superare con aiuti diversi ma spesso si aspetta troppo. Problemi sociali, la carriera, una stabilità economica. In questi casi, è bene ricordare lo strumento della preservazione della fertilità che offre la possibilità di aspettare con maggiore serenità, senza il rischio di depauperare la propria fertilità". A raccontare il valore del lavoro compiuto dal CFA, la testimonianza delle famiglie e dei giovani presenti accompagnate dagli specialisti al traguardo del percorso di genitorialità come spiega Fabiana Esposito psicologa e psicoterapeuta del CFA: "Oggi tutti noi viviamo con l'illusione del controllo. Programmiamo la carriera, i viaggi e crediamo erroneamente di poter programmare anche la fertilità. Il rinvio forzato determina una genitorialità sospesa e questo provoca alla lunga un silenzio logorante all'interno della coppia. Tutto ciò determina delle difficoltà che impattano negativamente sia sulle chance di avere un bambino che sul benessere di coppia. La prevenzione della fertilità è un passo non più rimandabile. Oggi nelle scuole si parla tanto di prevenzione sui metodi contraccettivi e sulle patologie sessualmente trasmissibili ma purtroppo non si fa accenno alla tutela e alla conservazione del patrimonio riproduttivo. Questo fa perdere tempo prezioso, Serve una alfabetizzazione emotiva e soprattutto biologica".