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Stumpo a Bechis: "Il Pd deve rivedere job act e frode fiscale"

Dice Nico Stumpo, esponente della minoranza Pd, "Mi sento in una condizione politica diversa rispetto a quando siamo entrati ad eleggere il Presidente della Repubblica e non sono certo che questa cosa continui a lungo. Io penso che le riforme vadano fatte, anche con ampie convergenze, ma non forzando quelle che sono le alleanze". Nella corsa al Quirinale "Non penso che ci sia stato un tentativo di accordo fra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi sul nome di Giuliano Amato. Certo, Amato era un nome che poteva essere votato. Matteo Renzi però ha proposto Sergio Mattarella proprio scegliendo di ricompattare il Pd, e non penso l'abbia fatto mettendo a rischio le alleanze" In vista del consiglio dei ministri del 20 febbraio che esaminerà job act e decreto fiscale Stumpo auspica che “il governo abbia la stessa sensibilità mostrata sul Presidente della Repubblica. Sul job act penso che si debbano rivedere alcuni punti. Penso ai licenziamenti collettivi e non solo. Sul decreto fiscale con il famoso 3 per cento alla francese io penso che bisogna stare attenti a non favorire le frodi fiscali. Gli errori sono errori, i trucchi sono una cosa diversa. E vanno puniti in modo netto e chiaro perchè altrimenti premiare i furbi sarebbe sbagliato". di Franco Bechis

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