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Coronavirus, il sindaco di Minori fuori controllo: gli imprenditori di #Ioapro mangiano all'aperto, lui scaraventa via tavolo e sedie

Finisce male a Minori, perla della Costiera Amalfitana, il pranzo improvvisato di alcuni esponenti del movimento #Ioapro. Gli imprenditori, che stanno girando l'Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di allentare le maglie delle chiusure per permettere al settore della ristorazione (e non solo) di tornare a lavorare e respirare, si erano fermati all'aperto, sulla ringhiera affacciata sul golfo campano, sedendosi attorno a un tavolino per mangiare dei panini. "Dobbiamo fare 500 chilometri, dobbiamo mandar giù qualcosa", si giustificano non appena sul posto arrivano le forze dell'ordine, che contestano l'assembramento illegale.

La legge, in piena zona rossa (che nel weekend pasquale comprende tutta l'Italia) vieta infatti riunioni pubbliche o private. "Abbiamo le mascherine, stiamo rispettando tutte le misure di sicurezza", assicurano i viandanti-manifestanti. La situazione degenera quando arriva il sindaco di Minori in persona, imbufalito. "Siete degli incivili", urla, brandendo le sedie spostando di propria iniziativa il tavolino. "Eccolo, il sindaco!", protestano gli imprenditori riprendendo la scena con il telefonino. E quando il sindaco chiede alle forze dell'ordine di portare i manifestanti in caserma, la tensione sale a livelli pericolosi. Solo il sangue freddo dei militari da un lato e degli imprenditori dall'altro (insultati da qualche residente) evita che si arrivi alle mani addosso. Di certo, però, è lo specchio dell'esasperazione di un Paese in cui tutti, dopo un anno da reclusi, hanno la sensazione di essere vittime. A volte più dello Stato che della pandemia.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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