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Cala lo spread, crolla il credito alle imprese: le banche non danno soldi

Cala lo spread, crolla il credito alle imprese: le banche non danno soldi

Neppure il 2014 appena iniziato riesce a raddrizzare i dati, sconfortanti, dell’economia reale. I prestiti alle imprese in Italia hanno segnato a novembre un calo del 5,9%, il più forte nelle serie storiche disponibili spiega la Banca centrale europea. Tralasciando le ottimistiche previsioni - che davano per il quarto trimestre 2013 una ripresa del ciclo economico - si può solo constatare che la ripresa non c’è e forse non è neppure tanto timida da non essere percepita. Non c’è e basta. Non si ferma, del resto,  il calo dei prestiti al settore privato in tutta l’Eurozona, con un andamento che a   novembre ha visto una riduzione dell’1,6% contro il -1,4% del mese   precedente. In particolare se i prestiti delle banche a famiglie e   imprese registrano un -2,3% a novembre dopo il -2,2% del mese   precedente, è crollo per il credito alle imprese con un dato del   -3.9% peggiore del già preoccupante -3.8% di ottobre.

Da Francoforte - dopo le ripetute iniezioni di liquidità - non possono far altro che censire la contrazione del credito, e senza quattrini iniettati dalle banche nel sistema produttivo, la ripresa non si affaccerà neanche timida e guardinga come ottimisticamente annunciato. Il prossimo 9 gennaio il gotha della Banca dovrà affrontare questo “problemino”. Tanto più che la contrazione è più evidente proprio nei Paesi (come l’Italia), che avrebbero maggior bisogno di crescere per recuperare in parte il terreno perduto. Il Consiglio direttivo dell’Eurotower starebbe riflettendo anche sull’emissione a breve di un terzo maxi-prestito,  ma che a differenza dei precedenti due Ltro (emessi circa 2 anni fa per complessivi 1.000 miliardi), potrebbe contenere una clausola. Da quest’anno la Bce chiederà formalmente che i fondi siano impiegati per erogare prestiti a famiglie e imprese. Di più: la nuova liquidità - che in parte servirà a garantire il prolungamento dei prestiti già emessi e quasi in scadenza - non sarà garantita e concessa agli istituti di credito che dovessero impiegare i soldi per acquistare titoli di Stato come già avvenuto.

A scorrere gli indici statistici come dar torto ai banchieri centrali? A casa nostra le imprese hanno dovuto reggere ad una stretta mai censita negli ultimi dieci, 15 anni. Il paradosso è che proprio nell’ultimo semestre si è verificata un ulteriore contrazione delle erogazioni:  -4,9% a ottobre, -4,2% a settembre, un -4,6% ad agosto e un -4,1% a giugno e luglio. Non se la passano bene neppure i cugini spagnoli. Madrid - sempre stando alla Bce - ha dovuto incassare sempre a novembre un pesantissimo -13,5% del prestiti alle aziende  (sul 2012). Resta il fatto che il nostro di Paese è quello nell’Eurozona, che ha subito gli effetti peggiori di questo reiterato credit crunch. Nella media dell’Europa a 17, la stretta complessiva per le imprese è stata del 3,9% dopo il -3,8% registrato ad ottobre. Un campanello d’allarme è costituito però non solo dalle restrizioni, quanto dalla minor richiesta da parte delle imprese. Come dire: tanto non ci danno nulla. Un segnale preoccupante di sfiducia che si riflette ovviamente sugli investimenti e quindi sull’ipotetica ripresa. Dietro al paravento del calo della richiesta si nasconde l’Associazione bancaria (Abi), che deve mettere in conto anche un aumento record delle sofferenze (crediti dati per persi o quasi). Palazzo Altieri si aspetta un ulteriore crescita sì, ma solo delle delle sofferenze nel 2014 (+13%), massa di crediti più che incagliati che che porterebbe a una voragine nei rispettivi bilanci di oltre 200 miliardi. E proprio questa massa di crediti inesigibili rischia di compromettere l’esame di controllo della Bce (stress test), che terrà conto proprio delle sofferenze. L’unico a vedere rosa è il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che garantisce: «La riduzione dello spread si rifletterà in migliori condizioni di accesso al credito per imprese e famiglie». Se lo dice lui...

di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • FabriD

    06 Gennaio 2014 - 02:02

    Quando andate a fare la spesa , basta dire che lo spread è calato e vi faranno lo sconto. Se fate il pieno alla macchina , ne comprate una nuova, comprate un vestito, pagate una bolletta stessa cosa, fate notare che lo spread è calato , e ZAKKK subito lo sconto!!! Se non succede la spiegazione è molto semplice !!! Da decenni (tanti !!) i buoni comunisti spalano m.... su gli altri , andreotti , Craxi , Berlusconi ..... per un solo banalissimo motivo !!!! volgiono rubarci i nostri soldi e arricchirsi e arricchire banche e super ricchi!!! Vi ricordate uno dei vostri bei governi (Prodi, amato, Dalema, Monti, Capitan palle di acciaio) che abbia abassato le tasse, fatto qualcosa per i lavoratori, difeso le aziende di stato dalle privatizazioni regalo ??? Se la vostra risposta è sì ... vuol dire che credete agli asini che volano ... Siete voi che alimentate i furti , con il vostro odio al cattivo di turno,Se poteste smettere di credere alle fiabe sul comunismo e il terzo mondismo .... grazie

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  • littlefrancisco

    05 Gennaio 2014 - 10:10

    Nel mestiere nostro si dice che"l'intervento è andato bene;peccato che il paziente sia morto..."

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  • encol

    05 Gennaio 2014 - 09:09

    nemmeno tanto amletico d'essere governati da gente fasulla. Brindano allo spread in calo; mi rifiuto di credere che siano davvero convinti che sia stata opera loro, sarebbero totalmente deficienti. Questo "mostro" del quale ci è stato imposto un nome inglese per farlo sembrare più spaventoso, non è altro che il differenziale tra domanda e offerta o, come nel caso nostro, il differenziale tra il tasso di rendimento di una obbligazione ed un altro, quindi una semplice operazione finanziaria. L'attività di governo , le sue capacità o le sue deficienze NON c'entrano un fico secco.

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  • Pasmim

    04 Gennaio 2014 - 22:10

    certo che tu di economia te ne intendi davvero! Spiegami a parole tue cosa è lo Spread! e poi spiegami a parole tue cosa è l'inflazione, come si regola il rapporto fisco/PILed infine cosa è la deflazione!!! Personalmente di "Silvio" non mi importa nulla anzi non lo voglio più sentir nominare, ma si legge nella tua riga un "Silvio ha fatto peggio" o un "è colpa di chi c'era prima! SMETTIAMOLA, SVEGLIAMOCI E SVEGLIATI PURE TU!!! TUTTA QUESTA SUPERCAZZOLA FAVORISCE SOLO GLI ISTITUTI BANCARI, LE SOCIETA' DEL GIOCO D'AZZARDO LEGALIZZATO, LE GRANDI AZIENDE OLTRE CHEGLI AMICI DI QUESTACLASSE POLITICA COLLUSA INCAPACE E INETTA! Di te e di me, amico mio, non gliene fotte nulla a nessuno! Le banche con la riduzione degli interessi risparmiano migliardi di euro e ne guadagnano molti di più! e noi, meschini poveri e incapaci ci stiamo facendo succhiare il sangue e non possiamo permetterci neanche di comprare durante i saldi. Il panettone Letta lo ha mangiato, molti Italiani no! SVEGLIA CHRY!

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