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Tormento moneta unica

Dall'euro si può uscire
agganciando lira a dollaro

Dall'euro si può uscire
agganciando lira a dollaro

 

Si fa sempre più incandescente lo scontro sulla crisi finanziaria. E' sempre più determinato Barack Obama in pressing sull'Europa si fa sentire e parla non più solo a Berlino ma anche a Bruxelles: Bce e Comissione europea vengono ritenute corresponsabili del disastro. "I mercati rimangono scettici ha detto il portavoce di Obama - Jay Carney - che le misure prese finora siano sufficienti a garantire una ripresa in Europa e ad allontanare il rischio peggioramento della crisi. Bisogna fare altro. Comunque siamo pronti a compiere tutti i passi necessari per isolare l'economia americana dall'impatto negativo della crisi in Europa. La linea di Obama è che l'austerity dell'eurozona è un suicidio, rea recessione e disoccupazione, peggiora gli squilibri di finanza che vorrebbe sanare. In Italia prosegue il dibattito sulle conseguenze dell'eventuale uscita dall'euro. Su Libero in edicola oggi, 5 giugno, Carlo Pelanda spiega che hi desidera, comprensibilmente, l’uscita dall’eurogabbia e la secessione dal Quarto Reich, deve mettere in conto un costo elevatissimo. Infatti, nell’analisi costi/benefici conviene di più cercare di far funzionare l'euro, modificandone l’architettura tecnica e politica, piuttosto che  tornare alla sovranità monetaria.

I problemi dell’Italia sono tre: debito, cambio decompetitivo e modello economico interno che soffoca la crescita. Gli eurovincoli li peggiorano invece che aiutare a risolverli, in particolare il problema del debito. ma con l'adio all'euro, la lira perderebbe circa metà del suo valore in relazione all’euro odierno e così i titoli di Stato, almeno per un biennio. Tale prospettiva porterebbe i risparmiatori a spostare i loro soldi dalle banche, prima. Inoltre il debito sovrano italiano sarebbe classificato come parzialmente in insolvenza. Le due cose comporterebbero la crisi bancaria e del credito. Se si riuscisse a superare senza morti questo impatto, poi il minor peso della spesa per interessi (oggi tra gli 80 e 90 miliardi annui) e la competitività del cambio permetterebbe all’Italia una crescita del Pil tendenziale attorno al 5 per cento.Quindi il problema si concentra su come superare il biennio di ritorno alla lira evitando la distruzione totale del sistema. In teoria un modo ci sarebbe. Agganciare la nuova lira al dollaro e ottenere dall’America una linea di credito speciale di 1,5 trilioni di dollari. Se fosse possibile, la svalutazione della nuova lira sarebbe contenuta, sufficiente per dare impulso alla crescita, ma non troppa per costringere il mercato europeo al ritorno dei dazi.

Leggi l'articolo integrale di Carlo Pelanda
su Libero in edicola oggi 5 giugno

 

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Commenti all'articolo

  • direttoreemilio

    17 Novembre 2013 - 13:01

    son quei evasori fiscali, che hanno guadagnato denaro in nero con delinquenza, e hanno investito in dollari, che se fanno il cambio con l´euro dimezzerebbero da subito il valore del loro rubato malloppo. quindi noi dovremmo assecondare le idee di un condannato per evasione, e un pagliaccio che ha investito il suo patrimonio, nel sud pacifico?

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  • imahfu

    17 Novembre 2013 - 12:12

    Credibilità non ne abbiamo molta, grazie a Silvio che ha isolato l'Italia in Europa e nel mondo. Gli inglesi dissero subito di B. 'unfit''. E se non si é credibili non si va avanti. Poi ci sono i tassi di interesse oggi al minimo storico e fuori dall'UE, l'Italia pagherebbe caro l'isolamento, diciamo un 10 % che renderebbe impossibile la riduzione del debito. Il debito, già, il debito. E' la palla di piombo al piede. Paghiamo oggi 70 miliardi l'anno di interesse e va ancora bene che l'estero si compera una parte poiché se non lo facesse, non avremmo di che rimborsare i detentori.A tassi raddoppiati (e più) ogni anno dovremmo sborsare di interessi 150 miliardi Proprio l'entità del nostro debito suggerisce che non si può lasciare l'euro e l'UE se prima non si é ridotto a metà il debito stesso. Chi prenderebbe la liretta se gli italiani facevano a gara per portarsi i soldi fuori confine e tramutarli in altra divisa? Sono quesiti da porsi, sui quali si sorvola per affermare un'idea balzana

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  • imahfu

    16 Novembre 2013 - 15:03

    E' ormai ''moneta corrente'' il fatto che se la Cina mette sul mercato i titoli del debito pubblico americano, il dollaro va a qualche centesimo. Ricordiamo che l'euro doveva essere pari a un dollaro. Oggi, con tutta la crisi europea, vale il 35% in più. Barak Obama difende le magagne americane e fa attenzione a che la Cina non si compri gli USA pagando con i bonds americani.

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  • ramadan

    16 Novembre 2013 - 12:12

    avete dimenticato la corruzione che è ancora più grave della evasione fiscale.

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