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Fuga dalla moneta unica

Uscire dall'euro si può: cosa cambia con la lira

Tornare al passato ci costerebbe in inflazione e guadagneremmo nei cambi. Ma restare in questo sistema sarebbe peggio

Uscire dall'euro si può: cosa cambia con la lira

 

In Grecia ci stanno pensando seriamente: uscire dall'euro (non dall'Eurozona) e tornare alla dracma. La via di fuga dalla crisi l'ha suggerita il ministro delle Finanze austriaco Maria Fikter, quella che suol dirsi un falco. Non a caso, è proprio Bruxelles ora ad aprire ad ipotesi considerate appena qualche settimana fa pura fantapolitica. Che l'austerità imposta dalla Germania sia strangolando molti, troppi paesi l'hanno capito in tanti, Angela Merkel compresa (forse). Di sicuro, lo sanno i popoli dei vari paesi europei. Dalla Francia, che ha fatto trionfare l'euroscettico François Hollande, fino ai tedeschi che hanno bocciato la cancelliera alle elezioni regionali. Basta rigore, serve la crescita. Serve ossigeno. Secondo i più pessimisti, la condizione unica per ottenerlo sarebbe tornare alle divise nazionali: addio moneta unica. Forse è prematuro, di certo se ne può parlare. Ed è per questo che, con la Grecia ad un passo dall'addio, i prossimi a porsi il problema saranno portoghesi, spagnoli, italiani. 

Nessun tabù - Un economista come Paolo Savona conferma a Libero nell'intervista a Sandro Iacometti in edicola oggi: "Uscire dall'euro e tornare alla lira non è più un tabù. Per il governo Monti sarebbe poco serio non avere un piano B contro la crisi". I costi per un ritorno al passato? Alti, avverte Savona, ma non fare nulla sarebbe più rischioso. "Il cambio potrebbe scivolare all’equivalente di 0,80 del rapporto euro/dollaro e l'inflazione tornerebbe ai livelli degli Anni 70 e 90, nell'ordine del 18-20% - premette l'economista -. Il vantaggio sarebbero che riprenderemmo il controllo della quantità di moneta, dei tassi dell'interesse e del rapporto di cambio, ossia di alcune tra le variabili strategiche per governare l'economia e responsabilizzare gli elettori. Sarà un percorso severo, ma se restassimo nell'attuale assetto della politica economica europea lo sarebbe altrettanto e in modo più pericoloso, ossia scendendo gradino dopo gradino. Se invece l'Ue cambiasse politica e fosse più attenta allo sviluppo si potrebbe tentare di rimanere nell'euro".

 

Leggi gli articoli di Franco Bechis e Sandro Iacometti
su Libero in edicola oggi, martedì 15 maggio

 

 

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Commenti all'articolo

  • iolamia

    22 Giugno 2012 - 09:09

    In Italia chi VUOLE LAVORARE guadagna. al tempo della lira si guadagnava il doppio ( in valore ) e si lavorava la metà. Ora se devo dire la verità non ho più tempo per la mia famiglia perchè devo lavorare di più , ma non arrivo alla fine del mese , e , l'ultima volta sono stato costretto a farmi prestare i soldi per pagare le tasse ( non dalle banche perchè??...)

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  • osicran2

    17 Maggio 2012 - 11:11

    Potrebbe essere una via di uscita, ma prima di fare passi avventati occorre studiare e valutare attentamente,a 360 gradi, tutti i pro ed i contro.Il primo immediato effetto, comunque, sarebbe mettere in risalto l'enorme divario dei prezzi ante euro e post euro. Gli Italiani potranno finalmente rendersi conto quanto le speculazioni sul cambio lira-euro abbiano influito sulla crisi economica e sociale italiana.Lo stesso fenomeno è successo, a mio avviso,anche negli altri stati europei che hanno adottato l'euro.

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  • fabry1973

    15 Maggio 2012 - 11:11

    noon dimentichiamoci che se uscissimo da soli o con un ristretto numeri di stati del sud-Europa, molti stati del Nodr potrebbero imporre dazi pesantissimi sulle nostre merci, ma noi potremmo tenere a bada tali minacci minacciando a nostra volta di fare default sul debito detenuto all'estero... senza dazi la nostra economia ripartirebbe rapidissima... sarebbe un bene... inflazione al 20% mi sembra troppo, visto che avremmo di nuovo il controllo della moneta e dei tassi, poi basterebbe instaurare un bel regime di diritto favorevole agli investimenti esteri e l'afflusso di capitali sarebbe certo (siamo sempre il bel paese, solo col turismo per un paio di anni facciamo la bilancia dei pagamenti in attivo)...

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  • kiboko2

    15 Maggio 2012 - 10:10

    Avete la capacità di riempire pagine di giornale senza dire nulla!Anche in quest'articolo lanciate dei "sassi" nello stagno e aspettate che le rane scappino e facciano gra...gra! Ma cosa vuol dire quest'articolo? Avete spiegato bene...bene...bene...a cosa andrebbero incontro i più poveri? Che fine faranno le pensioni?Scrivete come se in Italia ci fossero tutti ricchi che guadagnano 4/5000 € al mese e pertanto anche se perdessero il 20/30% vivrebbero bene lo stesso!

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