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Caccia all'evasore

Redditometro, ecco le spese che rivelano se siamo ricchi

Entro ottobre il nuovo strumento: 7 aree, 100 voci. Quanto paghiamo per colf, auto, casa, asili, palestre. L'accusa: "Studio di settore su 50 milioni di contribuenti"

Redditometro, ecco le spese che rivelano se siamo ricchi
Sette macroaree per smascherare gli evasori. Eccolo il redditometro annunciato dal presidente dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera. Arriva in ritardo perché l'Agenzia vuole "uno strumento efficace", parola dello stesso Befera. Anche lui parla di "guerra agli evasori fiscali", proprio come il premier Mario Monti. Culturale, certo, ma soprattutto pratica, concreta. Entro settembre, o al massimo a fine ottobre, arriverà il tanto atteso strumento di controllo. Sotto la lente d'ingrandimento del software finiranno abitazione, mezzi di trasporto, istruzione, attività sportive e ricreative di cura della persona, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Cento voci complessive: quanto paghiamo per la colf, per gli asili, per le palestre, i corsi di danza. Una sorta di "paniere" per stanare i furbetti, anche se Monti non vuole più chiamarli così: chi spende in maniera incongrua rispetto alle proprie dichiarazioni riceverà l'accertamento del Fisco.

Il redditometro doveva entrare in azione già a giugno, ma la sperimentazione ha rivelato (e continua a rivelare) delle contraddizioni e dei nodi da sciogliere. L'accusa di molti commercialisti (condivisa pure da molti ambienti politici) è che di fatto lo strumento si trasformi in una sorta di studio di settore allargato: applicato cioè non più ai soli professionisti ma a 22 milioni di italiani e a 50 milioni di contribuenti. E ancora: che peso assegnare alle singole voci spia? In questo senso si sta mettendo a punto la contromossa: un coefficiente di moltiplicazione in base all'area geografica (al Sud determinati acquisti "peseranno" di più) e al numero di componenti del nucleo famigliare. E ancora: quale deve essere la differenza tra redditi e beni dichiarati e reale tenore di vita? A questo quesito, per ora, nessuna risposta. Si rimarrà ancora per qualche tempo in fase di sperimentazione, in ogni senso: per chi vuole, infatti, l'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione un software simulatore del redditometro in cui inserendo le proprie spese e la propria dichiarazione si capirà se si è a rischio accertamento fiscale.

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Commenti all'articolo

  • clod1950

    18 Novembre 2012 - 18:06

    Ci vuole tanto per capire che solo una diffusa evasione fiscale, che definisco socialmente utile, ha finora garantito la sopravvivenza delle famiglie? Ma un qualsiasi politico, economista, analista, professore o quello che vi pare, crede veramente che una persona che lavora possa vivere con 1000-1300 euro al mese? che un pensionato con 500-700 euro? Vivi e lascia vivere dovrebbe essere lo slogan dei politici che se prendono almeno 20 euro al mese si definiscono poveri. Ma siccome le mancate entrate erariale mettono in discussione il loro altissimo tenore di vita, non sicuramente quello di chi non ha assolutamente nulla e che cerca in tutti i modi di arrangiarsi per mettere assieme il pranzo con la cena, ecco che scatenano la rappresaglia fiscale. Se vogliono la guerra civile, stanno facendo di tutto per innescarla. Complimenti.

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  • denise76

    16 Novembre 2012 - 12:12

    chi chiederà più la ricevuta, gli evasori pagheranno in contanti e non vorranno alcuna ricevuta o fattura, per non essere rintracciati. I furbi (ironicamente) sono proprio coloro che studiano questi sistemoni!!!!!!!!!! Che intelligenti questi professori!!!!!!!!!!! Che delusione questo governo, ce li avevano spacciati per i salvatori della patria............

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  • iuchi

    16 Novembre 2012 - 09:09

    Se questo strumento serve per determinare quale deve essere la differenza tra redditi e beni dichiarati e reale tenore di vita, i doppilavoristi italiani come faranno a fare una certa vita senza corrispondenza in denaro? Questo strumento dovrebbe stanare molti evasori parziali e non totali purtroppo, dato che viene usato solo per le persone che lavorano con partita IVA. Spero che andrà applicato anche ai pensionati e al lavoratori a busta paga. Tutti bisogna pagare per quello che si deve onestamente allo stato (lo stato siamo noi come comunità!). Se tutti pagassero le loro tasse queste si abbasserebbero ala grande. Logicamente anche lo stato deve abbassare le spese a tagliare al 50% tutto compreso loro stessi.

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  • Cini

    16 Novembre 2012 - 07:07

    Esagerando con i controlli indiscriminati si scoraggiano nuovi investimenti e tendono a sommergere ancora più a fondo quel che ancora resta dell'economia del Paese. L'unica soluzione sarebbe invece un considerevole alleggerimento della pressione fiscale e un innalzamento delle penalità per chi evade. Naturalmente prima di tutto dovrebbero tagliare drasticamente il costo della politica e fare delle riforme che vadano per una volta in Italia a favore di una vera equità non quella acclamata dai bocconiani del governo.

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