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Piccoli contribuenti crescono

Fisco mannaro e caccia al tesoro fiscale Tutte le favole dell'Agenzia delle Entrate

Dopo i bambini 007 il Fisco se ne inventa di ogni per educare i bambini

Fisco mannaro e caccia al tesoro fiscale Tutte le favole dell'Agenzia delle Entrate

Va bene la cultura della legalità. Va bene che l’educazione civica è materia scolastica. Va bene che un po’ di nozioni tributarie  si possono utilmente apprendere financo sui banchi di scuola. E passi pure che la lotta all’evasione fiscale va combattuta a 360 gradi. Ma stavolta -  per fortuna non in tutta Italia - l’amministrazione finanziaria pare essere andata fuori “registro”. L’iniziativa «Fisco e scuola» lanciata ormai da diversi anni dall’agenzia delle Entrate e affidata alle direzioni regionali per le declinazioni territoriali ha preso, in alcune circostanze, delle pieghe clamorose. Quella che davvero   grida vendetta (e raccontata ieri su Libero) è stata lanciata in Campania:   bambini tra i 9 e 10 anni sono stati letteralmente arruolati   come veri e propri 007 del fisco con l’obiettivo di denunciare le irregolarità dei commercianti sugli scontrini fiscali. Così, la prossima estate dovranno svolgere attività di accertamento e a settembre consegnare i rapporti ai dirigenti delle Entrate.

 In pratica, gli studenti delle elementari di Napoli, culla del nero, dovranno stanare bar, negozi e ristoranti che occultano i redditi all’erario. Insomma, quello che non riesce agli sceriffi delle Entrate, insomma, è affidato ai ragazzini. Di fatto moderni Balilla alle dipendenze dello Stato per dare una mano al fisco in affanno.   

L’operazione Balilla, come accennato, non è isolata. Ecco le altre perle. Suona un po’ come una mossa da regime, forse al limite col delirio pedagogico, pure l’iniziativa promossa in Piemonte (che al termine degli incontri rilascia addirittura l’attestato del buon contribuente). Tenetevi forte: si chiama «Fisco ... strocca» ed è  una lunghissima (e  noiosa) filastrocca nella quale uno dei protagonisti è  zio Paperone che versa un mucchio di quattrini nelle casse dello Stato. Grazie ai quali,   dice la favoletta, si riescono a pagare i medici che curano i bambini o i poliziotti che arrestano i ladri di biciclette.  Quasi patetici.

La Toscana   scommette, invece, sul terrore. E per mettere paura ai bambini ha sguinzagliato il «Fisco mannaro»: si tratta di un fumetto di ben 30 pagine. Al centro della storiella c’è  un mostro dal cuore d’oro, che si muove tra pipistrelli e magie degne di Harry Potter. Terrorizzare i più piccoli, probabilmente, non è il modo migliore di approcciarsi da parte del fisco. Ma tant’e. Così il Veneto usa un’altra tattica. Lì hanno preso spunto dai quiz televisivi  e con la manifestazione «Chi vuol essere funzionario?» l’obiettivo dichiarato è permettere ai ragazzi di imparare divertendosi, studiando da sceriffi ed esattore del fisco.  Tuttavia, visto che in ballo ci sono le tasse, che per definizione non fanno ridere, l’impresa ci pare ardua. La «Caccia al tesoro fiscale» è invece la scelta dell’Emilia Romagna. Un gioco assai articolato con domande e quiz di varia natura. Il tutto con un minimo comune denominatore di ironia raramente raggiunta. Anzi. Di stampo decisamente più istituzionale, invece, le operazioni avviate nelle scuole di altre regioni del nostro Paese. È il caso, a esempio, del Lazio, della Sicilia, della Puglia, della Lombardia. Ma non solo. Da quelle parti ci si è “limitati” a portare avanti il piano base messo a punto a Roma. Che prevede incontri nelle scuole e poco altro. Il Molise pare volersi affidare, invece, all’immaginazione dei ragazzi con il progetto «Disegna il fisco». E chissà se qualche studente non si sia ribellato e abbia avuto l’intuizione di raffigurare la folla in piazza, arrabbiata e coi forconi.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    09 Giugno 2012 - 10:10

    Naturalmente costoro si guardano bene dall’insegnare agli ingenui pargoli che ad essi, in qualità cittadini, oltre al pagamento di quanto dovuto all’erario, dovrebbe spettare anche il controllo di come le risorse derivanti dal prelievo fiscale vengono utilizzate dalla pubblica amministrazione. Ciò evidentemente con la speranza di evitare che, un fausto giorno, qualcuno di quelli che ora son giovincelli, possa decidersi ad armarsi di tenaglie abbastanza robuste da schiodare dalle poltrone tutti i lecca-lecca che il sistema clientelare dei partiti fa campare a nostre spese e, già che ci si trova, possa mettersi anche a distribuire ben assestati calci nelle terga di tutti coloro che politicamente tengono bordone ai sopraddetti mangiapane a tradimento!

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  • bomau

    09 Giugno 2012 - 09:09

    Gli 007 non hanno trovato tutti gli evasori perchè non hanno potuto cercare nei posti giusti. E' sicuramente più facile multare un bar per uno scontrino da 1 euro che una multinazionale per milioni. Qualche migliaio di piccoli esercizi ed il gruzzolo è fatto. Chi ha pensato di usare i bambini per questo scopo è solo un viscido sfruttatore del lavoro minorile ed andrebbe punito con il carcere, soprattutto perchè li farebbe lavorare gratis approfittando della credulità infantile. Cosa direbbe il becera se addestrassimo truppe infantili al controspionaggio, segnalando ai colpiti dei delatori il nome dei responsabili ?

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  • stephen

    09 Giugno 2012 - 04:04

    Però io sono anni che ho un credito d'imposta e lo stato non mi rimborsa. L'ho scritto a vari giornali e ho mandato lettere a destra e a sinistra, ma senza successo. Ci riprovo in maniera più diretta. Befera: dove cazzo sono i miei soldi?

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  • Angeli1951

    09 Giugno 2012 - 00:12

    Stati dementi come la Germania hitleriana o la Cambogia di pol-pot indottrinavano i bambini alla delazione magari, con maggior piacere sadico dei parassiti burocrati, verso i familiari. Però anche una cosca che invia centinaia di migliaia di lettere "minatorie" lo fa: dove? Nell'itaglia corrotta e ladra nelle sedi del potere.

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