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La confessione

Mose, Orsoni: "Il Pd mi spinse ad accettare quei soldi"

Mose, Orsoni: "Il Pd mi spinse ad accettare quei soldi"

Dopo l'inchiesta, arriva la resa dei conti nel partito. Il Pd è sotto il fuoco delle toghe e lo scandalo del Mose rischia di travolgere il Nazareno. A far tremare Renzi&Co. ci pensa il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, tra i principali accusati per il giro di mazzette in laguna. Orsoni comincia a dire la sua verità e punta il dito contro il partito. Le accuse sono pesanti. Secondo quanto ha ricostruito nell'interrogatorio il sindaco, durante la campagna elettorale del 2010 per le comunali e per le provinciali la segreteria del Pd veneto non era contenta di come stavano andando le cose. Lo spauracchio era Renato Brunetta. La sua candidatura, come racconta Orsoni mise in agitazione i dem. A questo punto Orsoni alza il tiro: "E' a quel punto che vennero da me in tre, Michele Mognato, segretario provinciale del Pd, Zoggia e Marchese, altri due dem del Pd veneto. Sono loro secondo quanto dice il sindaco ad aver insistito perchè si avvicinasse al consorzio e ottenesse il finanziamento.

"Tutta colpa del Pd" - L'accusa dunque è chiara: il Pd avrebbe fatto pressioni su Orsoni perchè accettasse quei soldi. I pm hanno hanno già ricostruito come avvenne quel passaggio di 110 mila euro. Il denaro sarebbe passato dalle mani di Piegiorgio Baita e Giovanni Mazzacurati a quelle di Ferdinando Sutto per poi approdare nelle casse del commercialista di Orsoni. E così adesso dopo le parole di Orsoni si apre la notte dei lunghi coltelli tra i dem. Le parole di Orsoni arrivano fino a Roma e fanno tremare il governo ma anche tutto il Pd della vecchia guardia che teme altre rivelazioni da parte del sindaco di Venezia. Gli esiti dell'inchiesta Mose restano imprevedibili. 

A piede libero - Intanto a otto giorni dall'arresto sono stati revocati dal gip gli arresti domiciliari a Orsoni, che torna quindi in libertà, pur restando indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Mose. Lo ha confermato all’Ansa l’avvocato difensore di Orsoni, Daniele Grasso, che aveva fatto istanza al gip Alberto Scaramuzza. Il giudice avrebbe ritenuto, anche dopo l’interrogatorio del sindaco, che non vi fossero più esigenze cautelari per il primo cittadino accusato di finanziamento illecito. E il prefetto di Venezia con una nota fa sapere che Orsoni ora può riprendere il suo posto da sindaco in Laguna.

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Commenti all'articolo

  • enovi

    17 Giugno 2014 - 11:11

    Non è possibile che il PD abbia rubato perché loro hanno le mani P U L I T E lavate con ava.

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  • maxgarbo

    17 Giugno 2014 - 11:11

    Chi nel Pd? Fai nomi e cognomi e se verrà provato andranno a casa

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  • encol

    15 Giugno 2014 - 07:07

    Orsoni vuota il sacco e chiama in causa IL PD. In questo modo chiama in causa tutti e nessuno. Il PD ha un segretario che spesso e volentieri si magnifica da solo per aver preso 3Mln. di preferenze in votazioni interne al partito; costui NON NE SAPEVA NULLA? Ma allora non è il segretario del partito ma l'uomo delle pulizie.

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  • encol

    15 Giugno 2014 - 07:07

    IL PD ex PCI, PDS,DS,Querce e Ulivi , mette le mani nelle tasche di tutti i cittadini da sempre solo che i loro indefinibili votanti fingono di non saperlo. Evidentemente sono contenti di farsi DERUBARE- ( le truffe, le tangenti, le corruzioni, le raccomandazioni ecc. le paghiamo tutti non solo chi vota rosso)

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