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Il caso

Alfredo Rampi, il pozzo di Vermicino che lo inghiottì ridotto a una cloaca

Alfredo Rampi

La tragedia di Alfredo Rampi fa ormai parte della storia d’Italia. Era il 13 giugno del 1981 quando quel bimbo di 6 anni, per tutti diventato «Alfredino», cadde in un pozzo a Vermicino, piccolo centro alle porte di Roma. Stava correndo spensierato dietro la casa della nonna quando, d’improvviso, un minuscolo pozzo artesiano l’inghiottì. Per sempre. Il bambino - che tutti ricordano in una foto in canottiera in cui sorrideva felice - fu il primo fatto di cronaca nera che il Paese intero seguì per ore e ore. In diretta televisiva. Il primo tentativo, peraltro perfettamente riuscito, di reality show che tenne milioni di telespettatori, presidente della Repubblica (Sandro Pertini, ndr) compreso, incollati davanti alla tivù, seguendo minuto per minuto i tentativi per riportarlo in superficie e sperando fino all’ultimo di vederlo riemergere da quel maledetto buco nero.

Un evento straziante e una lunga agonia durata circa tre giorni che, nonostante sia passati molti anni, pochi possono dire d’aver dimenticato. Nonostante ciò, in quell’angolo di Vermicino - a 33 anni di distanza - non c’è nulla che ricordi l’accaduto. Tutto lì pare quasi essere stato cancellato: quasi una profonda rimozione sociale dell’evento. Con questo non vogliamo dire che si sarebbe dovuto erigere un mausoleo o realizzare un monumento alla memoria, ma forse una lapide o una targa, quelle sì qualcuno avrebbe potuto pensare di realizzarle. Invece no, nel luogo in cui la terra si portò via la vita di Alfredino non ci sono oggi nemmeno dei fiori o una semplice croce. Pochi giorni fa un articolo de Il Messaggero denunciava che accanto al pozzo - chiuso da anni - il degrado regna sovrano. Solo sacchi d’immondizia, erbacce, bottiglie di plastica e incuria come a rimuovere il clamore e la commozione che accompagnarono le ultime ore di vita del bimbo che commosse una nazione. A distanza di qualche giorno dall’articolo, il sindaco di Frascati, Alessandro Spalletta, ora ha fatto sapere che valuterà la possibilità di erigere una statua in memoria di Alfredino. Sarebbe un bel gesto che trasformerebbe un evento luttuoso impresso da sempre nei ricordi di ognuno in un fatto legato alla memoria collettiva.

di Benedetta Vitetta

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Commenti all'articolo

  • antonio75

    20 Maggio 2015 - 14:02

    Bella idea concordo con voi. Non si deve dimenticare che il progetto per salvare Alfredino, servì in altre parte del mondo per salvare vite umane.

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  • Giumaz

    24 Agosto 2014 - 11:11

    Ma per favore.... se per ogni evento luttuoso dovessimo erigere una statua non ci srebbe più posto per i vivi,

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