Cerca

Vergogna a Bologna/1

Pansa: Salvini aggredito, vi dico dove ha sbagliato

Pansa: Salvini aggredito, vi dico dove ha sbagliato

I moderati italiani hanno bisogno di un leader nuovo, per non lasciare tutto il campo al Cerchio magico fiorentino e al suo dio in terra. Ma dire nuovo non basta. Il successore del Cavaliere deve possedere l’aggressività della tigre e al tempo stesso la pazienza del mulo. Ha il compito di spiegare ai moderati italiani che cosa è possibile fare per uscire dal baratro della crisi economica e sociale. Urlare non gli servirà a nulla. Avrà l’obbligo di ragionare e non di essere contro tutto e tutti.

Salvini è sempre stato un uomo-contro. La sua storia politica è succedersi incessante di gesti clamorosi, tutti di protesta. Ne ricordo uno privo di senso. Il giorno che il presidente della Repubblica in carica, il galantuomo Carlo Azeglio Ciampi, andò in visita ufficiale a Palazzo Marino, il municipio di Milano, lui rifiutò di stringerli la mano. Ringhiando: "No, grazie dottore. Lei non mi rappresenta!".

Nel dicembre 2009, Salvini se la prese con l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, per aver criticato il sindaco Letizia Moratti che intendeva far sgomberare i campi rom. In seguito si scagliò contro il nuovo ministro per l’integrazione, Cécile Kienge, sostenendo che voleva regolarizzare i clandestini pronti ad accoppare gli italiani per bene. Po si dichiarò contrario alle adozioni gay. A Bergamo, nel corso della festa della Lega, la prima dopo essere diventato segretario generale, propose: "Dobbiamo dare dei calci nel sedere a qualche giornalista servo infame. Così gli offriremo almeno un motivo per dire che siamo cattivi".

Sempre nella stessa festa, Salvini propose una pena esemplare per Rutelli, Veltroni e Alemanno che avevano amministrato Roma negli ultimi dieci anni, causando un deficit di sedici miliardi di euro: "Vanno deportati in un’isola deserta del Pacifico circondata di squali". Ed è inutile rammentare tutte le sventagliate contro l’Unione europea, le sue regole 'assassine'". A sentir lui, l’Ue è un regime non diverso dall’Unione sovietica di Stalin, un grande gulag per i popoli del continente.

Nel suo percorso da capitan Fracassa, Salvini non ha esitato a cercare un’intesa con un gruppo di estrema destra, Casa Pound.  Come autore di libri revisionisti sulla guerra civile, devo gratitudine a quel circolo che mi ha sempre difeso. Ma non comprendo l’elogio dedicato a Salvini dal suo leader, Gianluca Iannone: "Salvini sta ampliando gli orizzonti della Lega per costruire, fuori dal centrodestra, un soggetto di carattere nazionale. A partire da pochi punti chiave: lotta all’immigrazione, contestazione delle politiche criminali dell’Unione europea, asse privilegiato dell’Italia con la Russia. Sono le nostre battaglie di sempre".

In realtà, il boccone che Salvini spera di mangiare non è Casa Pound, ma Berlusconi. Tra i due esiste un abisso anagrafico: il Cavaliere ha 78 anni, Matteo 41, trentasette di meno. In un’Italia che invecchia e va in orgasmo per i giovani, sperando di non essere destinata a esecuzioni di massa, il vantaggio del leader leghista è evidente. Soprattutto davanti all’occhio implacabile della tivù. Il capo leghista è affamato di comparsate televisive. Lì sembra il nipote del Berlusca. Ha persino fatto sparire la barba, nella speranza di darsi l’aria da bamboccione alla Renzi.

Tuttavia l’Italia è un paese moderato e oggi anche spaventato. Non si affiderà mai a un Grillo, a un Salvini, persino a un Renzi che la vorrebbe sempre in corsa veloce, senza respiro e tutto annunci. Abbiamo bisogno di una calma forza tranquilla. Ma a questo punto entra in scena ciò che resta di Forza Italia e dai partitini che le dovrebbero essere alleati. Se gli eredi di Berlusconi la smetteranno farsi la forca, per Salvini non ci sarà nessun futuro da leader nazionale. Gli converrà ritornare in Corea del Nord. A farsi spiegare come si conquista il potere e lo si mantiene a forza di lacrime e sangue.

di Gianpaolo Pansa

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • mauriziosorrent

    20 Febbraio 2015 - 15:03

    Giampaolo Pansa,l'ho seguita nei suoi pensieri revisionisti e riequilibratori su una "certa storia antifascista", apprezzandola. Mai il suo articolo di oggi mi sembra quello di un semplice "troll" a gettone pieno di luoghi comuni e di facile disprezzo. Avendoci messo Lei 50 anni per capire che il comunismo non era il massimo delle soluzioni, spero non ce ne metta altrettanti a capire Salvini !

    Report

    Rispondi

  • routier

    12 Novembre 2014 - 17:05

    Caro Pansa, ognuno ha diritto di scrivere e criticare chi vuole ma dire (come fa lei) che Carlo Azelio Ciampi è un galantuomo lo trovo un tantino ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,discutibile.

    Report

    Rispondi

  • tolardog

    12 Novembre 2014 - 14:02

    Come da fastidio questo Salvini! Ma tutti questi colti benpensanti possono smettere di dirci quello di cui abbiamo bisogno? La gente si sceglie il Premier che vuole e soprattutto dà molto fastidio che appena si profila all'orizzonte qualcuno che abbia una marcia in più e che non sia dei "giusti" della sinistra venga demonizzato. Chissà cosa andranno a rispolverare dagli armadi .........

    Report

    Rispondi

  • saal491

    11 Novembre 2014 - 18:06

    L'inizio dell'attacco sistematico a Salvini da parte di tutti ed il consenso popolare ogni giorno sempre più in crescita che lo affianca, dimostra come sia vecchio, comunista e partigiano ogni commento disfattista che meglio che aggettivare ed aggredire al grido di "Fascista", non sa fare. Al solito grido di fascista, hanno distrutto la vita ad un popolo ed ha una Nazione. Salvini hai vinto.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog