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Il piano degli islamici italiani: due milioni di profughi

Il piano degli islamici italiani: due milioni di profughi

L’islam tenta il sorpasso demografico attraverso i rifugiati. Ne auspicano almeno altri due milioni sul territorio italiano. Anzi, li pretendono. Come se fosse una questione di bene comune, Izzedine Elzir, il presidente dell’Ucoii, fa notare che «noi come Italia, abbiamo interesse a farne venire il più possibile perché gli immigrati, essendo finanziati dalla Ue, fanno girare l’economia locale». E comunque, spiega, «non pagano gli italiani, paga l’Europa». Come se l’Italia non fosse uno dei tre maggiori contribuenti delle istituzioni comunitarie. E come se, trascurandone le conseguenze culturali, a pesare fosse soltanto l’aspetto finanziario della questione.

In realtà i buoni esempi, consigliati agli italiani affinché si persuadano ad aprire le porte a chiunque, sono piuttosto diversi e lontani dalle buone pratiche di accoglienza indicate dai palazzi di Bruxelles. «Se un piccolo Stato come la Giordania ha accolto un milione di profughi dalla Siria, l’ltalia può arrivare a una cifra ben superiore, anche a due milioni come la Turchia, se adeguatamente supportata dalla Ue sul piano economico», sostiene Elzir, intervistato sul canale Youtube KlausCondicio.

Che in un Paese arabo o a maggioranza musulmana, l’impatto dell’ondata migratoria sia pari a quello vissuto dalla popolazione europea, è difficile da sostenere. Ma il numero uno dell’Unione delle comunità islamiche italiane (fra le sigle chiamate dal ministro dell’Interno Angelino Alfano alla Consulta per l’Islam del Viminale) insiste, citando sempre il Medio Oriente o il Nordafrica: «In Giordania, paragonabile come grandezza alla Lombardia, c’è un milione di profughi siriani. In Turchia ci sono più di due milioni di profughi. Un piccolo Paese come la Tunisia ha avuto più di un milione di profughi. Noi facciamo propaganda per creare la paura, ma siamo in grado di accogliere». Rimane da vedere se chi proviene da luoghi dove usi e costumi sono radicalmente diversi rispetto ai Paesi di arrivo, sia compatibile con la popolazione locale. E soprattutto se non vi sia un obiettivo politico-religioso, mimetizzato dietro la sensibilizzazione all’aiuto umanitario. In altre parole, più numerosi sono quelli che esigono la moschea, più è facile ottenerla. E più avanza l’islamizzazione.

Dei doveri di chi viene ospitato in Italia, non si parla. E questo conduce inevitabilmente a una contrapposizione fra i diritti della maggioranza e quelli delle minoranze. Entrambi sacrosanti, benché Elzir si preoccupi semmai di tutelare le persone inserite nella lista nera dei sospetti jihadisti. «Ci saranno ricorsi in sede italiana ed europea, affinché ai presunti terroristi espulsi dall’Italia sia garantito un giusto processo», annuncia. Ci si prepara a una battaglia legale contro lo stesso Stato che assicura protezione, rifugio e asilo ai bisognosi. C’è un network già pronto per tentare di annullare le decisioni adottate per garantire la sicurezza e «associazioni di diritti civili si impegneranno in quella direzione, perché a nostro avviso non sempre lo Stato di diritto è stato rispettato».

Al timore per le nuove reclute dell'Isis in partenza dall’Italia, si aggiunge quello dell’invasione. È più di un sospetto perché la cronaca giudiziaria nel frattempo si occupa di altre associazioni (ma in questo caso a delinquere), che si sono mosse per chiamare a raccolta musulmani da tutto il mondo, gestendo il traffico dell’immigrazione clandestina. Zaheer Ul Haq e Imitias Khan, due pachistani arrestati venerdì perché accusati di aver fondato la filiale di Al Qaeda in Italia, si vantavano di conoscere chi aveva fatto documenti falsi per duemila persone e ci deridevano: «L’Italia è diventata un grande bazar! E tutto il mondo sta arrivando qui!»

Convinti che il numero è potenza, gli ultrafondamentalisti musulmani fanno risuonare il richiamo alla hijra, la migrazione per la causa di Allah. A noi, riservano la minaccia dell’Isis: «Conquisteremo Roma e rapiremo le vostre donne».

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • gianwolf2@gmail.com

    gianwolf2

    27 Maggio 2015 - 10:10

    Per ricondurre alla ragione il direttivo dell'Ucoii bastano alcune decine di bottiglioni di OLIO DI RICINO CON ALTRETTANTI MINUTI e gli si fa capire che aria tira per loro qui in Italia

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  • MorettiA

    14 Maggio 2015 - 12:12

    I profughi siriani in Giordania aspettano solo che la guerra sia finita e poi se ne ritornano in Siria

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  • pietro.cavalleri

    28 Aprile 2015 - 12:12

    Lo vado dicendo da anni, è un progetto a lungo termine. I saraceni arrivarono fino in Austria, in Spagna, in Italia in Francia con gli eserciti . Non potendo farlo più con le armi lo fanno con l e masse di persone . E' un tentativo di conquista . L'occidente sta a guardare. La storia si ripete sempre nei secoli e l'uomo non impara mai nulla.

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  • graziellilinana

    28 Aprile 2015 - 09:09

    Non abbiamo speranze con questa invasione afro-islamica se nei sondaggi del 27/4 la LEGA perde un punto percentuale! Se la Tv paralizza le menti degli italiani con il loro buonismo , non possiamo farci niente! Ci si mettono anche le TV mediaset. L'Italia diventerà come negli USA piena oltre del 50% di africani , me almeno negli USA sono cristiani, qui arrivano solo islamici.

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    • pinux3

      15 Maggio 2015 - 18:06

      Forse gli italiani sono meno stupidi di quello che pensate voi...certo che se gli unici "argomenti" che ha la destra sono questi...

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