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La polemica

Scuola, alunni "somari"? Torna sui banchi l'insegnante

Lo prevede il decreto-scuola: ore di ri-formazione obbligatorie per i docenti degli alunni meno preparati. Ed è subito polemica: "Una scelta assurda"

Scuola, alunni "somari"? Torna sui banchi l'insegnante

Se gli alunni non sono preparati, la colpa è dell'insegnante. Questo è quanto, di fatto, stabilisce un articolo del decreto-scuola, inserito nella versione definitiva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo quanto previsto dal decreto negli istituti in cui il livello di conoscenza degli studenti è insufficiente, saranno gli insegnanti stessi a doversi sottoporre a un programma di formazione obbligatorio. Come riporta la Repubblica, l'orientamento è quello di non pagare queste ulteriori ore di formazione, che avranno luogo nel dopo-scuola. Non è ancora noto chi deciderà, né tantomeno di quante ore si sta parlando. 

I test "non superati" - La norma si basa sui cosiddetti "test invalsi", ovvero dei questionari di matematica e italiano a cui sono sottoposti gli alunni di seconda e quinta elementare, prima e terza media e secondo anno delle superiori. L'efficacia di questi test è però relativa: impossibile comparare il livello di istruzione in realtà diverse, come ad esempio possono essere il nord e il sud Italia. E infatti gli alunni che hanno il più scarso rendimento nei test sono quelli del sud, in cui il livello di immigrazione è più elevato. Così gli insegnanti meridionali saranno quelli che dovranno "pagare" di più a livello di ri-formazione e ore di corsi non pagati.

L'opinione dei sindacati - Ed è già polemica tra i rappresentanti di Cisl e Uil. "Sgombriamo subito il terreno - dichiara Francesco Scrima, leader della Cisl Scuola a Repubblica - da possibili equivoci: non sta né in cielo né in terra che si possa scaricare sugli insegnanti ogni colpa per risultati scolastici insoddisfacenti, quando è fin troppo evidente che il peso determinante è delle condizioni di contesto. Chi spende il suo lavoro nelle aree di più acuta emergenza sociale non merita di essere fatto oggetto di banalizzazioni di questa portata". Contrario anche il commento di Massimo Di Menna, a capo della Uil scuola: "Una formazione obbligatoria, decisa per decreto, senza specificare le modalità, legata agli esiti delle prove Invalsi: ma stiamo scherzando?". "E poi - continua Di Menna - per quante ore? 20, 40, 200. E chi decide? In ogni caso, ricordiamo al governo che decidere in materia di lavoro per decreto, e non per contratto, non porta lontano".  

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Commenti all'articolo

  • applet2

    15 Settembre 2013 - 15:03

    devono farli in parlamento ignoranti

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  • alfredo giulio

    15 Settembre 2013 - 13:01

    Sulla preparazione dei professori, non discuto. Ma sulla passione ed il modo di insegnare, dico la mia. Per mie esperienze personali posso dire che il mio profitto in certe materie dipendeva dagli insegnanti. Alcuni anni vi erano Insegnanti che cercavano di farsi capire da tutti ed a chi aveva qualche lacuna perdevano tempo a rispiegare ed in quella materia diventavo il primo della classe. Poi vi erano quelli che entravano, spiegavano senza ammettere domande ed alla fine dell'ora prendevano la porta. Chi non aveva una famiglia istruita od i soldi per ripetizioni, diventava un somaro. Come mi è capitato. Comunque devo dire che rispetto ai giovani di oggi, ero uno scienziato anche se bocciato. Il guaio è che ora i giovani vengono quasi sempre promossi.

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  • sparviero

    15 Settembre 2013 - 13:01

    I miei figli mi hanno riferito che in un famoso liceo di Ferrara, gli insegnanti entrano in classe e aprono il giornale, o insegnando inglese, non conoscono il significato delle parole, per non parlare della conoscenza delle materie scientifiche, che definire penosa e inadeguata è un eufemismo. Certamente a questi "insegnanti" un corsetto di aggiornamento male non farebbe. Salvo solo i pochi in buona fede che hanno davvero a che fare con alunni capra ma nella stragrande maggioranza dei casi se l'alunno non segue è colpa dell'insegnante che non è in grado di trasmettere la conoscenza.

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  • aifide

    15 Settembre 2013 - 12:12

    siede in parlamento e nel governo! I test Invalsi sono antipedagogici e contrari a quella individualizzazione dell'insegnamento che è ancora prevista dalle vigenti norme scolastiche. E il ministro dell'Istruzione? E' fuori in......carrozza?

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