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Effetti collaterali

La crisi mangia pure le speranze:
gli italiani non scommettono più

Scende del 5,1% il giro di affari. Il sogno dei soldi facili non sopravvive all'austerity

La crisi mangia pure le speranze:
gli italiani non scommettono più

La crisi è talmente dura che gli italiani risparmiano pure sulle scommesse sportive. Nei primi 9 mesi del 2013 il volume delle puntate è diminuito del 5,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. Limitando l'analisi ai soli mesi di settembre, la forbice tra l'anno corrente e quello passato si divarica fino agli otto punti percentuali. Insomma, l'ultima speranza di fare soldi facili, quella scommessa (che eletta ad abitudine può anche diventare ludopatia), non sopravvive ai "tagli alla spesa" dei cittadini italiani. Lo fotografano i dati Agipronews: gli operatori del betting nei primi 9 mesi del 2013 hanno perso 150 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Calo appena smussato dalla crescita del gioco online, il cui volume d'affari nello stesso periodo è passato dagli 850 agli 875 milioni di euro  (+2,9 per cento). 

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Commenti all'articolo

  • Zephyr

    04 Ottobre 2013 - 08:08

    Secondo me più che la crisi hanno influito le informazioni sulle "slot condonate" che si leggono in giro. Io per esempio provavo sporadicamente e mi son schifato anche solo all'idea di un simile condono.

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  • ghorio

    03 Ottobre 2013 - 20:08

    Queste sono le notizie positive. Mi auguro che l'italica stirpe non solo non giochi per le scommesse, ma non compri i" gratta e vinci", non giochi al lotto, al superenalotto, alle slot machine, etc. Uno Stato che sfrutta il cittadino con queste illusioni non ha regione di esistere.

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