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La sentenza in Tribunale

La geografia non è più una materia di serie B: dovranno insegnarla prof competenti

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La geografia non è più una materia di serie B: dovranno insegnarla prof competenti

Che poi, tra le materie che consideriamo secondarie - cioè escludendo italiano, matematica, storia e inglese -, questa è quella che più ci serve nella vita. Più ci aiuta.
Più ci evita di fare colossali figuracce fantozziane. Sì, perché se a quarant' anni non riesci a enunciare il terzo principio della termodinamica, non sai tradurre a prima vista Cicerone, pensi che Anassimene e Anassimandro siano due calciatori dell' AEK Atene o non sei in grado di distinguere un capitello di ordine dorico da quello di ordine ionico, alla fine chissenefrega.
Fanculo. Ma se devi partire per un viaggio e inizi a balbettare sugli stati sudamericani - per non parlare delle capitali europee e ancora peggio delle province italiane - o non sei in grado di distinguere le distanze perché sei convinto che «tra Milano e Napoli ci saranno sì e no 200 km» e organizzi una vacanza a Udine perché «è una città fighissima bagnata dal mare», ecco la situazione si fa decisamente imbarazzante.
Già, questione di geografia. Che a scuola è sempre stata vissuta dagli studenti come una materia quasi di cazzeggio e che, un anno e mezzo fa, con l' entrata in vigore della Buona scuola, era stata ridimensionata consentendo agli abilitati in italiano e scienze di insegnarla negli istituti tecnici e professionali «pur in assenza di requisiti e abilitazione». Ora, invece (e per fortuna), la geografia torna ai geografi. Evviva. Perché dopo le proteste degli insegnanti ed esperti della materia, il Tar del Lazio ha dato ragione ai docenti abilitati: a insegnare geografia potranno essere soltanto loro e non anche i prof di italiano e scienze, che sono specializzati in altre discipline (a questo punto, il Miur - Il Ministero dell' istruzione, dell' università e della ricerca - dovrà tenere conto del parere dei giudici oppure ricorrere al Consiglio di stato, spostando in avanti il problema).
Giusto. Giusto ridare credibilità a una delle discipline più bistrattate nel corso delle ultime riforme della scuola.
Perché in quasi tutti gli indirizzi degli istituti tecnici e professionali, la materia è stata tagliata di netto o fortemente ridimensionata dalla riforma Gelmini, destino cui sono andati incontro quasi tutti gli indirizzi dell' istituto tecnico industriale (ora istituti tecnici del settore tecnologico) e gli indirizzi professionali (come quelli dei Servizi socio-sanitari) in cui si studiava la geografia in alcune sue articolazioni (economica o turistica). Al liceo, invece, il taglio è passato attraverso un improbabile accorpamento tra storia e geografia al biennio che ha dato luogo alla geostoria, cui persino gli editori di libri scolastici hanno fatto fatica ad adeguarsi.
Ora si torna all' antico e allora chissà che le nuove generazioni - che hanno sempre più voglia e necessità di viaggiare e fuggire dall' Italia- capiscano l' importanza della geografia. Che ci aiuta ad essere disinvolti cittadini del mondo, ma anche ad evitare imbarazzanti gaffes. Come quelle pubblicate sul sito SOS Geografia, una raccolta di strafalcioni famosi. Qualche esempio? Beppe Grillo, 28 ottobre 2017: «Lagos è una delle più grandi città al mondo, la capitale della Nigeria, 5 milioni di abitanti, il centro dell' Africa.
È considerata una delle capitali dove si vive meglio al mondo. Se guardate le fotografie è pazzesca, sembra Las Vegas: verde, spiagge, palme». Già, peccato che nel 1991 la capitale della Nigeria sia stata spostata da Lagos ad Abuja e che Lagos sia una delle città dove si vive peggio al mondo. E ancora. Il 19 ottobre 2017 l' eurodeputata Pina Picierno, in treno con Renzi a Termoli per la campagna del PD «Destinazione Italia», ha twittato: «Oggi sono in Abruzzo, sul Treno di #DestinazioneItalia. Faremo tappa a Pescara, San Salvo e Termoli.
Amici abruzzesi, vediamoci». Già, Termoli però si trova in provincia di Campobasso, cioè in Molise che dal 1963 è una regione separata dall' Abruzzo. Ovviamente le figuracce si fanno ad ogni livello.
Anche a quelli più alti. Sì, perché il 21 settembre 2017, durante un intervento alle Nazioni Unite, Donald Trump si è inventato un nuovo stato africano: il Nambia. E nessuno ha mai capito se si riferisse allo Zambia, alla Namibia oppure al Gambia.

di Alessandro Dell'Orto

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