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Kyenge: ecco le spese pazze per l'integrazione

Cécile Kyenge

Quarantamila euro stanziati dal governo per un convegno sui Rom, poi ci sono quelli sui trans, sui rifugiati e i migranti

Nicoletta Orlandi Posti
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Quando si tratta di trovare soldi per gli esodati, di abolire le tasse sulle casa, di abbassare il cuneo fiscale la risposta che ci vengono date sono: non ce lo possiamo permettere, siamo in tempo di crisi, i soldi servono ad altro, bisogna tirare la cinghia. Peccato che però quando si tratta di soddisfare i capricci della Casta i soldi si trovano. Si trovano per la nuova poltrona di Enrico Letta che ci è costata 24mila euro, per il consulente artistico della presidente della Camera Laura Boldrini, per gli spot del presidente di Palazzo Madama Grasso e pure per molti, troppi convegni, che non portano alcuna utilità ai cittadini se non offrire a spese nostre una ribalta a personaggi che nessuno conosce e a finanziare associazioni, onlus, organizzazioni "amiche". Oggi il Giornale racconta delle spese pazze di dipartimenti come quello delle pari opportunità e dal suo ufficio antidiscriminazioni. Proprio questo ufficio ha recentemente stipulato un contratto che costa ai contribuenti qualcosa come 40mila euro per organizzare il meeting internazionale Chaorom, in collaborazione con il Consiglio d'Europa, dedicato all'inclusione sociale del popolo Rom. Ovviamente il meeting è stato aperto dal ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge.  Altri 9.900 euro, rivela Antonio Signorini, se li è messi in tasca l'associazione "Romà Onlus" che è stata incaricata di realizzare il progetto "Dik I Na Bistar", ovvero di mandare 40 giovani rom e non rom a rappresentare l'Italia a una conferenza internazionale sul tema che si è tenuto in Polonia. Quasi ottomila euro, per la precisione 7.920 euro, è costato il workshop sulle politiche di accoglienza dei migranti. E ancora: 17.820 euro sono usciti dalle casse dello Stato per il laboratorio di formazione antirazzista e 9.852 per il laboratorio di disegno e scrittura "La mia idea di razzismo". Poi c'è il capitolo "convegni sugli omossessuali": più di mille e cinquecento euro sono stati spesi per tre coffè break  sulla valutazione delle domande di asilo presentate da gay, lesbiche e trans, mille euro per tracciare una "strategia nazionale Lgbt" e 5.940 euro per la realizzazione di due seminari al festival del cinema transessuale. Poi dicono che non ci sono soldi...

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