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Le previsioni

Friedman, Roubini, Guerrera: le previsioni dei grandi economisti

Friedman, Roubini, Guerrera: le previsioni dei grandi economisti

Un altro anno di Purgatorio. Le previsioni di Alan Friedman per il 2015 sono tutt’altro che rosee, soprattutto per l’Italia e l’Europa a fronte di un’America che sta uscendo dall’incubo della crisi. Nel 2015, secondo l’economista, gli Usa avranno una crescita considerevole grazie soprattutto al recente crollo del petrolio, anche l’Asia ha davanti a sé un anno di sviluppo. Ma il Vecchio Continente è destinato a vivere altri mesi di stagnazione. Nel 2015, scrive Friedman sul Corriere della Sera, la gente non dovrebbe percepire una ripresa (anche se potrebbe esserci qualche lieve aumento negli investimenti e nei consumi). Il tasso di disoccupazione dovrebbe cominciare a scendere a metà o forse alla fine del prossimo anno ma “lo farà in modo talmente soffice che non si noterà”. Friedman dà qualche speranza per il 2016; se l’Italia riesce a ritrovare un po’ di domanda interna nel 2015 e se il governo riesce ad attivare senza compromessi tutte le riforme messe sul tavolo allora ci potrebbero essere delle speranza per il 2016.

Previsioni - Dello stesso parere Nouriel Roubini che insegna alla New York University ed è uno degli economisti più influenti. Anche per lui nel 2015 crescerà solo l’America che registrerà uno sviluppo intorno al 3%. Ancora stagnazione in Europa, bloccata dalle scadenze elettorali (le politiche in Grecia, poi le presidenziali in Italia, il voto per il Parlamento in Spagna e in Portogallo). Secondo Roubini ci sono troppe incognite che minacciano di squassare alle radici “la macchina dell’euro” e cita “a fianco di Syrixa e Podemos, la Lega e il M5S mentre a Lodnra c’è il rischio dopo le elezioni del referendum per l’uscita dall’Ue, non direttamente influente sull’euro ma un segnale politico preoccupante”. Anche Francesco Guerrera, caporedattore finanziario del Wall Street Journal a New York è ottimista sull’America merito soprattutto del crollo clamoroso del prezzo del petrolio Negli Stati Uniti le banche sono tornate a fare il proprio mestiere, e i consumatori sono usciti dall’incubo di debiti o e disoccupazione che li ha attanagliati per mezzo decennio. La “riscoperta” dell’America sta rinforzando il dollaro nei confronti dello yen. Niente di buono invece, per l'Europa, almeno per il 2015 non è prevista la ripresa tanto sperata. 

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Commenti all'articolo

  • routier

    29 Marzo 2015 - 17:05

    Gli economisti sono molto bravi a prevedere quello che è già successo ! Per quanto attiene il futuro, Prodi al tempo dell'introduzione della moneta comune aveva previsto tempi ricchi e felici per gli italiani. Appunto !

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  • Napolionesta

    14 Gennaio 2015 - 17:05

    Se ci sarebbe stato Berlusconi al governo apriti cielo, tutti i comunisti avrebbero dato a lui la colpa della situazione economica italiana, invece adesso il babbeo toscano riceve dai suoi lecchini il 41%, questa e`l`Italia. Un Italiano in Germania.

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    • imahfu

      29 Marzo 2015 - 09:09

      Ehi tu ''NAPOLI ONESTA '' Ma ignorante... ''Se ci fosse state....' e non ''ci sarebbe stato.'' Vatte a rifare un po' de scola, va.

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  • marco53

    04 Gennaio 2015 - 01:01

    Non servono certo dei fenomeni per capire che ormai per noi italiani non c'è più alcuna speranza. In mano alla Merkel e ai comunisti non ci riprenderemo mai. Gli italiani sono un popolo di merda che crede ancora a Babbo Natale e alla Befana. Un popolo che per il 40% crede che un venditore di pentole ci faccia risorgere da queste macerie, è un popolo che merita di essere sopraffatto e di sparire.

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  • numetutelare

    02 Gennaio 2015 - 21:09

    Ma servono gli economisti per capire che non ci sarà crescita e andrà forse peggio? Non basta il semplice buonsenso? Noi facciamo i conti reali, Renzi & C. devono salvare i voti e non scontentate burocrati e poteri forti... questo é quanto!!!

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