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La nuova stangata di Natale

Tares, Iva e aumento dell'Imu
Fisco record: pressione al 52%

Prima del voto tutti volevano abolire l'imposta sugli immobili, che invece crescerà. Con le nuove gabelle, a dicembre sborseremo 14,7 miliardi
Mario Monti

Mario Monti

 

di Sandro Iacometti

Che le tasse fossero aumentate lo avevamo capito un po’ tutti. Soprattutto quando, alla fine dello scorso anno, siamo stati costretti a girare la nostra tredicesima quasi per intero nelle casse del fisco. Ma la percentuale snocciolata ieri dall’Istat era difficile da immaginare. Nel quarto trimestre del 2012 la pressione fiscale ha raggiunto il livello monstre del 52%. Il che significa, considerato il sommerso, che gli italiani hanno dovuto versare all’erario una quota superiore al 60% dei redditi. Si tratta di un record assoluto. Provocato, inutile dirlo, dalla concentrazione negli ultimi mesi dell’anno dalla raffica devastante di tasse introdotta dal governo Monti per far quadrare i conti. A pesare di più sulle tasche degli italiani è stata l’ultima rata dell’Imu, che da sola, grazie al conguaglio finale con le aliquote maggiorate dai Comuni, ha prodotto un flusso di risorse verso il ministero dell’Economia di 13,5 miliardi costituendo la quasi totalità dell’avanzo di 14,1 miliardi registrato a dicembre dal settore statale.

Complessivamente, la bomba natalizia si è aggiunta agli altri balzelli disseminati durante tutto il 2012 e ha portato la pressione fiscale totale al 44%, l’1,4% in più rispetto al 2011.  Ma le cattive notizie non sono affatto finite. Tutto infatti lascia prevedere che il 2013 sarà ancora peggio. E la mazzata arriverà, ancora una volta, sotto Natale, giusto in tempo per mangiarsi tutta la tredicesima. Oltre all’Iva, che senza interventi legislativi, balzerà dal 21 al 22% il prossimo luglio, il peso maggiore arriverà dalla tassazione sulla casa, in barba alle promesse elettorali di tutte le formazione politiche, che prevedevano la riduzione o l’abolizione delle patrimoniali sulle abitazioni.

La novità del 2013 sarà la Tares, che, tanto per essere chiari, peserà più dell’Imu sulla prima casa. Il balzello si inizierà a pagare a maggio in tre rate (maggio, settembre e dicembre) e in media costerà ai contribuenti 305 euro a fronte dei 225 euro medi dell’imposta sull’abitazione. Secondo uno studio della Uil per le famiglie la nuova tassa sui rifiuti porterà aumenti medi di circa 80 euro rispetto ai 225 euro medi pagati nel 2012 con la vecchia Tarsu o Tia. L’aumento si aggiunge a quello già verificatosi rispetto al 2011 (+ 2,4%) e agli ultimi 5 anni (+ 14,3%). Se per le famiglie l’aumento medio della Tares sarà del 37,5%, il gettito complessivo dei Comuni e dello Stato crescerà del 23,8%, passando da 7,6 miliardi del 2012, 9,4 miliardi di quest’anno. La stangata sulla casa, tra Imu (abitazione principale e altri immobili) e Tares, dunque, peserà quest’anno 916 euro medi, mentre il gettito complessivo ammonterà a 33,1 miliardi. In questo scenario, la trovata del governo di posticipare a dicembre la maggiorazione della parte dei servizi indivisibili dei Comuni (30 centesimi al mq per tutti che possono diventare 40 centesimi), non farà che rendere devastante l’ingorgo fiscale. Alla fine dell’anno, infatti, spiega il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy, tra saldo Tares e Imu (abitazione principale e altri immobili), il peso per le famiglie sarà di oltre 14,7 miliardi (11,8 miliardi Imu e 3,9 miliardi Tares). Per le famiglie, il saldo di fine anno significherà un esborso medio pro capite di 426 euro, che si aggiungono ai 490 euro pagati nel corso dell’anno, con gli anticipi. 

Il tutto ad invarianza di aliquote. E qui potrebbe arrivare un’altra spiacevole sorpresa. In base alla manovra salva Italia, infatti, comuni dovrebbero approvare le aliquote Imu entro il 23 aprile. La legge di stabilità ha però rinviato al 30 giugno l’approvazione dei bilanci preventivi. In tutto questo, mancano ancora i dati definitivi del gettito 2012 ad aliquote standard, necessari per determinare le risorse da versare o ricevere nel fondo di solidarietà per il 2013. Il rischio più che concreto è che, per non sbagliare e prevenire brutte sorprese, considerato il caos, i comuni alzino ulteriormente l’Imu, sferrando il colpo finale ai contribuenti.

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    07 Aprile 2013 - 09:09

    Meno male che c'è lei con le sue dotte dissertazioni che ci fanno capire meglio quanto Monti sia un povero derelitto,incompetente,incapace,borioso e,dulcis in fundo,di intelligenza paragonabile alla sua che,di certo,non è un complimento.

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  • vangalesta

    06 Aprile 2013 - 18:06

    ITALIANI !!!!! Una volta in guerra c'erano gli eroi, morivano per un ideale. Un ideale chiamato patria. Oggi ci si suicida per disperazione. A chi serve la nostra disperazione ? Che cosa hanno fatto e che cosa stanno facendo quelli a cui abbiamo affidato le nostre speranze. Hanno stretto accordi con quelli che una volta ci buttavano bombe in casa a tutti i costi. E che costi !!! Nonostante tutto, continuano nei loro disegni a testa bassa e con le orecchie turate come se niente fosse. Ho timore a pensare che siamo ad un punto di non ritorno. Tutto ciò che si legge sui giornali non lascia speranze. Il risarcimento promesso alle imprese, addirittura elargito assurdamente con un decreto legge non porterà alcun beneficio. Sarà un'elemosina giusto per salvare la faccia delle istituzioni e servirà soltanto a posticipare di poco la disfatta finale. Non vedo quella luce in fondo al tunnel, la vede soltanto lui proprio come succede con quelli che vedono la Madonna.

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  • lobadini

    06 Aprile 2013 - 16:04

    Presto in Italia ci sara' la rivolta

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  • ramon57

    06 Aprile 2013 - 15:03

    Alzate, alzate. E i soldi voleranno via dall'Italia. Portare capitali all'estero per me si chiama legittima difesa, e qualsiasi governo in carica non ci potrà fare niente. Qualsiasi essere umano (POLITICI COMPRESI)cerca di difendere i propri risparmi; e nessuna legge, nessuna sanzione fermerà l'emorragia. Quindi si tratta di scegliere: o lavorare seriamente per diventare un paradiso fiscale o scivolare lentamente verso l'inferno .

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