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Un fiume di soldi

La super-Casta di Vendola:
Puglia, liquidazioni record

Liquidazioni record per i consiglieri pugliesi: chiedono in massa l'anticipo, a nessuno di loro viene negato. E i più anziani incassano cifre da capogiro

Nichi Vendola

Nichi Vendola

 

di Franco Bechis
@FrancoBechis

Fra dicembre e marzo la domanda è stata fatta da oltre la metà dei consiglieri regionali della Puglia: «Ho delle spese, potete liquidarmi un anticipo della liquidazione che a fine mandato dovrete darmi secondo legge?». Lì, nella Regione guidata da Nichi Vendola, hanno un cuore grosso come un melone. Così a nessuno è stato detto no. E alla maggiore parte dei richiedenti è arrivato un assegno da 69.154,24 euro. È pari all’80% delle liquidazione lorda maturata al 31 dicembre 2012 dai consiglieri regionali della Puglia che per la prima volta sono stati eletti nell’aprile 2012. Quasi 70 mila euro dunque per 32 mesi di lavoro: è una cifra record anche per il mondo della politica. E se per caso si ha un po’ più di anzianità alle spalle, si può fare davvero Bingo. Ad esempio Silvia Godelli, già consigliera regionale tre volte quando ancora c’erano il Pci prima e Rifondazione comunista poi. Ora assessore esterno (non consigliere) al Mediterraneo, alla cultura e al turismo nella giunta Vendola. Il 12 marzo scorso ha chiesto anche lei l’anticipo del Tfr dovuto. Hanno fatto due calcoli e poi le hanno versato un assegno da 127.815,69 euro. Tanti? No. L’assessore Godelli ad oggi ha maturato un assegno di fine rapporto di 585.649,97 euro, solo che si è già fatta liquidare ben 4 anticipi del Tfr da politico regionale. Da consigliere 97.263,47 euro e da assessore tre anticipi per un totale di 360.570,81 euro. Cifre che girano solo nelle liquidazioni di supermanager. E la Godelli non è la sola. 

Gli altri fortunati
Il consigliere regionale del Pdl Filippo Tarquinio, che si è appena dimesso dalla Puglia perché eletto in Parlamento, aveva fatto la stessa domanda il 28 febbraio scorso, ottenendo un assegno da 244.004,78 euro. Era quello che avanzava ai 587.811,04 euro lordi di indennità di fine mandato maturata alla data del 31 dicembre 2012. Tra il 2005 ed oggi Tarquinio infatti aveva chiesto e ottenuto altri due anticipi della liquidazione, incassando 343.806,26 euro. Anche qui importi da supermanager. Con i nuovi tetti agli stipendi pubblici inseriti nell’ultimo anno, nessun grand commis di Stato potrebbe mai sognarsi un trattamento di fine rapporto come quello che ancora si concede nel paese delle meraviglie della Casta: la Puglia di Vendola. Una cuccagna naturalmente bipartisan, perché vale per tutti. Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna, eletto nel partito di Vendola, ha appena ricevuto l’ultimo assegno da 80.115,19 euro di anticipo di una liquidazione che al 31 dicembre scorso ammontava a 414.925,44 euro. Il capogruppo uscente del Pdl, Rocco Palese, anche lui ormai emigrato in Parlamento, il 18 febbraio scorso si era fatto versare 136.579,63 euro di una liquidazione ormai lievitata a 458.146,84 euro. Il più giovane consigliere del Pd Michele Pelillo il giorno successivo ha incassato un anticipo di 77.798,52 euro per una liquidazione complessiva di 328.482,64 euro. Certo, si tratta di consiglieri che hanno alle spalle anni di lavoro: da tre a quattro legislature per avere liquidazioni così. Ma non esiste paragone in nessun altro luogo della politica e l’unico raffronto possibile per quelle cifre è con i top manager di grandi gruppi privati.

Confronto nazionale
Di fronte all’oro che scorre a fiumi nella casta politica pugliese impazziranno di invidia anche i grandi leader politici nazionali appena mandati in pensione. Gianfranco Fini si è dovuto accontentare di 250 mila euro di liquidazione dopo 30 anni di parlamento. Massimo D’Alema che aveva una legislatura in meno ne ha incassati 217 mila euro. Il candidato alla presidenza della Repubblica rifiutato da Nichi Vendola perché troppo vecchio stile, Franco Marini ha preso 174 mila euro di liquidazione per la sua vita politica. Vendola è in Regione Puglia dal 2005: ne ha già maturati 200 mila euro, anche se fino ad oggi non ha avuto bisogno di chiedere l’anticipo. 

La gran corsa all’anticipo della liquidazione in Regione Puglia è scattata con le nuove norme sui tagli dei costi della politica del dicembre scorso: era la legge che in teoria avrebbe dovuto abolire i vitalizi. Ai primi di aprile è già stata cambiata, salvando le norme per tutti quelli che sono già in consiglio. Così uniranno un mensile da 4-6 mila euro al mese alla liquidazione da sogno.  

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Commenti all'articolo

  • filippo.arpino

    10 Aprile 2015 - 13:01

    E Niki sarebbe stato il messia che avrebbe cambiato la Puglia? E' stato un fallimento! Ha costruito tante fabbriche su tutto il territorio nazionale solo per crearsi un immagine da leader di un partito che non raccoglie un prefisso telefonico. Ha creato una miriadi di precari nel mondo del lavoro di un futuro incerto.

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  • ingdemarco

    06 Aprile 2015 - 09:09

    Ogni volta che vedo Vendola mi torna in mente una battuta del film "brutti sporchi e cattivi" che sembra scritta per lui. Capito quale?

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  • adadamiani

    28 Aprile 2013 - 15:03

    questa signora Godelli che si fa i fatti suoi come ad esempio l'inviare lettere di rallegramenti per le mostre a Borgo Cardigliano a Specchia, che foraggia fotografi comunisti, che da manforte al suo tornaconto e al suo elettorato di taranta e company, ma per fare fatti da parte e peccato che i grillini pugliesi non ti abbiano già esautorato.Lo meriti, eccome, altro che incassi da capogiro, quei soldi dovresti darli a chi ha da campà famiglia ed è senza lavoro. Intesi!

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  • Albatross

    28 Aprile 2013 - 06:06

    -segue- Ma come si dice, il paradosso è la scorciatoia che conduce alla verità. E se si pensa ad un episodio (paradossale? Non credo poi così tanto) abbastanza recente accaduto prima che si svolgessero le ultime elezioni che ha visto Fassina, che era andato ad ammaestrare le masse (come piace a molti come lui di pensare) recandosi dai minatori del Sulcis in agitazione, ha visto il summenzionato Fassina inseguito dai minatori inferociti correre a riparar si dietro le camionette della Celere. I vari Vendola, Fassina, Civati, Barca verrebbero presi a calci dai comunisti di quei tempi, perché i sinistri di oggi sono delle tristi e miserevoli figure che non hanno contatto alcuno con la realtà.

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