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Scacchiere giudiziario

Mediaset, Cassazione: l'ultima carta di Berlusconi

Mediaset, Cassazione: l'ultima carta di Berlusconi

Il destino di Silvio Berlusconi è nelle mani della Cassazione. La corte dovrà esprimersi entro fine anno sul processo d'appello Mediast. Un appuntamento al quale i legali di Berlusconi non arriveranno impreparati. Il team di avvocati del Cav da tempo punta tutto sulla Cassazione. L'entrata in "squadra" di Franco Coppi è un segnale forte. Il legale ha presentato un ricorso di più di 300 pagine per smontare la sentenza di appello che ha condannato il Cav a 4 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblcii uffici. Coppi è un avvocato "tecnico", specializzato nei ricorsi in Cassazione. Tra i legali c'è un cauto ottimismo. Proprio la Cassazione ha già assolto per due volte Berlusconi in procedimenti per l'acquisto dei diritti dei film americani da trasmettere in tv.

La tesi della condanna - Il punto focale della vicenda del processo Mediaset sta nelle motivazioni depositate per la sentenza d'appello. Il giudice Enrico Scarlini ha motivato la condanna del Cav affermano che durante l'acquisizione dei diritti televisivi Berlusconi ha esercitato un potere forte sfruttando il doppio ruolo di capo di Mediaset e di presidente del Consiglio. All'epoca dei fatti però il Cav aveva già lasciato il ruolo di presidente di Mediaset. Insomma si era dedicato totalmente all'attività politica. Secondo la corte di appello il rapporto tra Berlusconi e Mediset "è proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti e condotto in posizioni di assoluto vertice". Non c'è nessuna prova nella sentenza di appello che dimostri il ruolo diretto di Berlusconi in fatti avvenuti quando in azienda non aveva più ruoli operativi.

La Cassazione "porta" bene - Ed è su questo punto che Coppi e Ghedini fonderanno la linea difensiva in Cassazione.  Il ricorso in Cassazione è stato presentato subito dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, e tecnicamente cerca di demolire le basi della sentenza di condanna. I precedenti in Cassazione sono a favore del Cav. Nel processo Mediatrade la seconda sezione penale della Cassazione, un anno fa, ha assolto con formula piena Berlusconi dall'accusa di frode fiscale. Mentre lo scorso marzo la terza sezione della Cassazione ha prosciolto Berlusconi nel filone romano dell'inchiesta sui diritti tv. Non c'è due senza tre. Il Cav spera. (I.S)

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Commenti all'articolo

  • curcal

    23 Giugno 2013 - 21:09

    Siamo alla solita teoria:"Non poteva non sapere". Il B. era presidente (dimesso ?)di Mediaset che era ammi nistrata da un delegato che la gestiva. E' costui che deve essere perseguito se esiste reato amministrativo La condanna di Romiti e non di Agnelli è un esempio da seguire oppure un eccezione.Imhaifu,può cortesemen te, fornirmi dei chiarimenti.

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  • pinco

    22 Giugno 2013 - 23:11

    Sic transit ...........

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  • fearofthedark

    fearofthedark

    22 Giugno 2013 - 17:05

    la corte di cassazione non giudica sul fatto ma sul diritto: è giudice di legittimità. Ciò significa che non può occuparsi di riesaminare le prove, bensì può solo verificare che sia stata applicata correttamente la legge e che il processo nei gradi precedenti si sia svolto secondo le regole (vale a dire che sia stata correttamente applicata la legge processuale, anche in relazione alla formazione e valutazione della prova, oltre che quella del merito della causa).

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  • imahfu

    22 Giugno 2013 - 12:12

    Chi vuole commetterla se non chi ne ha vantaggio? Lei commetterebbe un furto per favorire un altro senza alcuna contropartita? Siamo alla frase di Scajola '''se trovo quello che ha pagato per me, lo querelo''. La presunzione é ovvia

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