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L'incontro

Forza Italia al Quirinale: "Crisi di governo". Napolitano: "Verifica parlamentare per Letta"

Dopo la decadenza i capigruppo azzurri chiedono al Colle un voto di fiducia. E Re Giorgio accetta: lunedì colloquio con il premier

Forza Italia al Quirinale: "Crisi di governo". Napolitano: "Verifica parlamentare per Letta"

Le larghe intese sono finite. Lo sostiene Forza Italia, lo riconosce Giorgio Napolitano. I capigruppo azzurri Renato Brunetta e Paolo Romani sono saliti al Quirinale per ribadire che dopo la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi e l'uscita dalla maggioranza del suo partito, il governo Letta dovrà passare da una nuova verifica parlamentare. Ora, quindi "decade" letta. Due giorni fa dal Colle avevano fatto sapere che sarebbe bastata la fiducia sulla manovra per "blindare" l'esecutivo. Ora, evidentemente, le cose sono cambiate. Lunedì pomeriggio il capo dello Stato vedrà il premier Letta. Il senso del colloquio rispecchierà quanto emerso dall'incontro con Brunetta e Romani: "Ci sarà senza dubbio un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia sulle legge di Stabilità", come comunicato dall'Ufficio stampa del Quirinale. Le forme e i tempi di tale passaggio "saranno oggetto di una consultazione del presidente della Repubblica con il presidente del Consiglio".

Le richieste di Forza Italia - E' durato 90 minuti l'incontro tra la delegazione di Forza Italia e Re Giorgio. L'incontro chiesto mercoledì dai due capigruppo azzurri, si è reso necessario per "affrontare il delicato momento" dopo la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi e la fuoriuscita dalla maggioranza dei forzisti i quali, viene spiegato, hanno rinnovato la richiesta al Capo dello Stato della necessità di aprire una crisi formale in Parlamento, alla luce della nuova maggioranza che si è venuta a determinare e di una nuova composizione del governo che, a dire di FI, non è più di larghe intese. Situazione constatata dallo stesso Napolitano, che forse conta sulla fiducia (sia pur risicata) del Parlamento per stroncare le proteste degli uomini di Berlusconi.


Letta rischia - Tutto ciò mette seriamente in discussione la tenuta del governo Letta che, martedì notte, è riuscito a far passare la legge di Stabilità al Senato con appena sei voti di scarto. Proprio per questo motivo Brunetta e Romani hanno rinnovato la richiesta a Napolitano di "aprire una crisi formale in parlamento". Insomma i forzisti vogliono che si vada alla conta in Aula per capire se il "governino" di Letta ha numeri solidi per andare avanti. Dopo l'avvertimento di Alfano di oggi che ha affermato "ho i parlamentari per far cadere l'esecutivo", il premier comincia a scherzare col fuoco. E di sicuro con un Cav fuori dal Parlamento che fa da battitore libero come leader del centrodestra, per Letta&Co. la strada è tutta in salita.

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  • Borgofosco

    29 Novembre 2013 - 12:12

    Con le europee si voterà anche per il cambio di questa classe politica che okkupa indegnamente il parlatoio italiano. Napolitano non potrà sottrarsi all'esigenza, che emergerà all'indomani del nuovo riassetto del PD, quando sarà concluso il congresso 'komunista' fissato il 9 dicembre pv. Il 'vecchio stalinista' è riuscito nel suo intento di 'abbattere' Berlusconi attraverso 'suoi conterranei' dello spessore, si fa per dire, dell'anti B. doc: Antonio Esposito. Però i brindisi gli andranno di traverso, con o senza travagli/o, e senza i forcaioli-giustizialisti che rimarranno scornati crogiolandosi nei loro post(quelli di destra non sono mai pubblicati sui giornalacci di sinistra). Forza Italia trionferà nelle urne poiché gli italiani hanno capito quale sia stata e qual'è l'importanza 'dell'eroe' Silvio Berlusconi. Ai forcaioli ricordo soltanto che, se tirati per i capelli, i cappi e le gogne siamo tutti capaci di prepararli. A dopo le elezioni... che perderete come sempre è avvenuto!

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  • delfino47

    29 Novembre 2013 - 11:11

    Siamo sommersi dalle tasse e loro GIOCANO !

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  • Cini

    29 Novembre 2013 - 10:10

    Ma di quali governi di larghe intese, dei malintesi, di destra, di sinistra o centro si preoccupa il Presidente Napolitano. L'Italia è di fatto e da tempo una dittatura controllata dai giudici. Come altrimenti si potrebbe definire un paese dove i giudici costantemente intercettano a piacere e indiscriminatamente chiunque partendo dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio fino allo stesso Ministro della Giustizia per non parlare poi dei comuni cittadini. Una dittatura giudiziaria simile o peggio di quelle militari dei colonnelli esistite in Cile ed altri paesi del Sud America. Viva l'Italia, Paese diversamente democratico!

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  • Bobirons

    29 Novembre 2013 - 09:09

    Noi sottoscritti Travaglio, Santoro, Epifani, Grillo, Scalfari, Bersani, redazione di Repubblica, A.N.M. sinistri sinistrati della sinistra, ora che il nostro prodotto principale - ossessione anti Berlusconi - non ha più mercato chiediamo all'aspirante zar del colle alto di provvederci di adeguati contratti di solidarietà onde permetterci di avere un nuovo nemico metafisico sul quale riversare tutta la nostra frustrazione di incivili, la nostra incapacità a guadagnarci un tozzo di pane elargito dagli autocrati di una sinistra sedicente democratica, la nostra rabbia per un concetto di hasta la victoria siempre che nonostante tutti i trucchi, tutte le meschinità tutti gli strappi che facciamo alla peggiore Costituzione del mondo ci vede sempre e comunque relegati fra i diversamente intelligenti bisognosi di calci in c..o per farci muovere dai comodi scranni su i quali i pezzi da 90 della nostra fazione ci hanno insediato dopo averci definitivamente etichettati utili idioti.

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