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Alvaro Vitali, il dramma di Pierino: "Per il cinema sono morto, i soldi sono finiti". Come campa oggi

Giulio Bucchi
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Sul web Alvaro Vitali muore ogni anno, ma è il mondo del cinema che lo a soffrire davvero. A 67 anni, l'attore comico diventato famosissimo nel ruolo di Pierino (dopo aver recitato per Federico Fellini) è vittima di uno degli scherzetti meno simpatici dei sociali, l'annuncio della sua falsa morte. "Sto benissimo. Però mi piacerebbe sapere di cosa sono morto stavolta: ogni anno c'è una ragione nuova", scherza sul Corriere della Sera. Dietro l'ironia, però, c'è una profonda amarezza. "Non capisco perché questa persona, dal 2010, esce con questa storia. In passato la Polizia Postale era riuscita a oscurare quelle pagine e questo signore è stato calmo per un po'. Ora è tornato". Il lato positivo è toccare con mano l'affetto di amici, colleghi, semplici fan. "Ma una parte di fastidio c'è. Tipo quando parenti o amici iniziano a chiamare, specie mia moglie. Alza il telefono e si sente dire: Stefania come stai?. Benissimo, perché?. E poi capiamo. Ad esempio poco fa mi hanno telefonato i Cugini di campagna... non sapevano se farlo o no, erano preoccupati. Se è vero che porta bene, che allunga la vita, allora camperò almeno cent'anni".  "Ma forse - si fa serio - per il cinema sono morto davvero. Non mi chiamano più e non mi spiego il perché. Vedo poi tante fiction in cui potrei recitare... Ho scritto anche una nuova sceneggiatura, la mostro ai produttori, pare piacere, poi spariscono. Non so, c'è un blocco, non capisco". Per ora, dunque, "il ritorno di Pierino", il suo nuovo progetto, non ci sarà. Economicamente, Vitali non può vivere di rendita: "Non sono ricco come si potrebbe pensare. Sto bene, ma i soldi sono finiti. Mi davano uno stipendio per girare 5 o 6 film all'anno. La paga era buona ma era quella, fine. Ci sono anni, poi, in cui non lavori, non è tutto semplice". Ma gli appassionati lo amano ancora. Lo invitano a matrimoni, cresime e cerimonie. "Come regalo vogliono Pierino. A volte devo solo stare seduto al tavolo, mi guardano, alcuni si avvicinano, mi toccano... io dico: Ehi, sono vero, non un cartone animato".

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