(Adnkronos) - Il gruppo criminale ha effettuato, in pochi anni, investimenti immobiliari e commerciali grazie ai proventi illeciti derivanti da un meccanismo consolidato, che si basava sullo svolgimento di pratiche di immigrazione o ricongiungimento familiare nei confronti di soggetti di etnia cinese, in parte poi avviati all'attivita' di prostituzione, avvalendosi della fondamentale collaborazione di alcuni italiani, in possesso delle conoscenze e professionalita' giuste per sfruttare al meglio il sistema burocratico che regola il settore dell'immigrazione. In tale procedura entravano poi a pieno titolo vari attori, ciascuno con il proprio ruolo: creare falsi contratti d'affitto; concedere fittiziamente in locazione immobili; garantire la compiacenza di uffici pubblici nell'accettare documenti falsi; verificare in maniera "addomesticata" alcune residenze fittizie; predisporre false buste paga e falsi contratti d'assunzione; consentire l'accensione di conti correnti e l'apertura di mutui per nascondere la reale proprieta' dei beni accumulati. Grazie a queste connivenze, si e' potuto creare un sistema, capeggiato da 'Luca' Pan Keke, soprannominato 'il re di via Piave' e arrestato stanotte insieme ai suoi complici, che si e' impadronito di intere zone di alcune citta' venete, iniziando proprio da via Piave a Mestre, una volta ambita zona residenziale, con eleganti palazzi, e oggi interessata da fenomeni di microcriminalita' etnica e altre attivita' illecite, tra cui lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione nei centri massaggi.




