Roma, 13 dic. (Adnkronos) - Tra il 2008 e il 2011 i titolari di impresa nella provincia di Roma sono cresciuti complessivamente del 3%, una crescita sostanzialmente trainata dai nuovi imprenditori immigrati. Infatti, le imprese con titolare nato in Italia sono diminuite dell'1,4%, mentre le imprese dei nati all'estero (inclusi anche gli italiani rimpatriati) sono cresciute del 31,6% e la loro incidenza sul totale delle imprese operanti sul territorio e' passata dal 14% del 2008 al 17,3% nel 2011. Lo rileva il Nono rapporto dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni, promosso dalla Caritas, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Roma. I primi cinque paesi di nascita dei titolari di queste imprese (pari al 60% del totale) sono la Romania (5.784 imprenditori, 19,1%), il Bangladesh (5.637), la Cina (2.654), il Marocco (2.234) e l'Egitto (1.885). I titolari d'impresa nati in Bangladesh sono quasi raddoppiati in soli quattro anni, seguiti per incrementi piu' alti da egiziani, cinesi e ucraini. Le donne sono ancora in minoranza. Gli imprenditori immigrati si dedicano quasi esclusivamente al commercio (38%), all'edilizia (24%) e ai pubblici esercizi (9%, inclusi la ristorazione e i servizi alle imprese). Le imprese di telecomunicazioni, nonostante assorbano solo il 2% delle imprese immigrate, sono gestite per il 68% da titolari d'impresa nati all'estero, particolarmente attivi nei servizi telefonici internazionali e nei servizi di internet. E' il Comune di Roma ad assorbire il 64% delle imprese della provincia e il 73% delle imprese con titolare immigrato, con una rilevante concentrazione, oltre che nel quartiere Esquilino (6,5% di tutte le imprese straniere a Roma), nel quadrante Est della citta' (Prenestina, Casilina, Tuscolana, Appia), ma anche a Sud (Portuense-Magliana) e a Nord (Nomentana).




